Nei video il volto dell’attentatore: decisive le telecamere nell’auto

La vittima dell’atto intimidatorio aveva fatto installare dei mini apparecchi dopo episodi simili Le immagini ora dovranno essere decodificate: l’autore dell’ordigno ha indugiato davanti al cofano
VASTO. Si stringe il cerchio attorno all’autore del gesto intimidatorio di domenica in via dei Conti Ricci. Nell’auto, una Mitsubishi Outlander, irrorata di benzina e sotto la quale era stato sistemato un pacco-bomba, c’erano infatti delle microtelecamere fatte installare dalla proprietaria. La donna, spaventata da altri episodi inquietanti aveva deciso di proteggersi. Quei piccoli sensori dovrebbero aver ripreso l’attentatore. La donna, una cinquantenne separata e madre di due figli, potrebbe aver fornito agli investigatori anche altri elementi utili.
ESPLOSIONE A DISTANZA
Il gesto è stato premeditato. L’attentatore ha confezionato un ordigno incendiario con cura, inserendo fra la polvere pirica una batteria. Un congegno che avrebbe permesso di far esplodere la bomba anche a distanza. Il pacco è stato sistemato con molta cura sotto la parte anteriore destra dell’auto, accanto al muro della palazzina in cui la donna abita. Fortunatamente la donna lo ha visto e ha dato l’allarme. Pare che il gesto di domenica sia stato preceduto da altri “messaggi intimidatori”.
IL PRECEDENTE
Alcuni residenti ricollegano il fatto a quanto accaduto alcune sere fa. «Verso le 23», racconta un residente, «abbiamo sentito una esplosione. Abbiamo pensato si trattasse di un petardo sparato da qualche teppista. Ora temiamo sia stato un primo avvertimento. Abbiamo molta paura. La nostra speranza è che l’attentatore venga identificato e arrestato».
LE MICROCAMERE
Preziose alleate della polizia potrebbero rivelarsi le microcamere che la vittima aveva fatto installare nella Mitsubischi. Le immagini saranno decodificate e visualizzate su un pc. L’autore del pacco bomba ha indugiato davanti al cofano per bagnarlo di benzina e poi ha infilato l’ordigno sotto la vettura: alcuni passaggi dovrebbero essere stati ripresi.
LA REAZIONE DI FDI
«È necessario alzare la soglia dell’attenzione puntando forte su difesa del tribunale e videosorveglianza», dichiarano i consiglieri comunali di FdI Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Guido Giangiacomo. «Questo è l'ennesimo episodio di criminalità da censurare, contrastare e reprimere. Non possiamo tollerare simili gesti e non importa se essi provengano dalla micro o dalla macro criminalità. Dobbiamo aver fiducia nelle forze dell’ordine e offrire loro tutti gli strumenti di supporto per svolgere le loro funzioni sul territorio. Ci auguriamo che le telecamere comunali presenti nella zona domenica funzionassero e che abbiano individuato i responsabili. A breve porteremo all’attenzione del consiglio comunale un ordine del giorno sulla sicurezza da approvare all’unanimità perché la sicurezza dei cittadini non ha colore politico e deve essere un imperativo categorico di tutti noi amministratori».
CODICI
Annuncia la costituzione di parte civile nella doppia veste di referente dell’associazione Codici e residente in via dei Conti Ricci Riccardo Alinovi. «Quello che è accaduto dimostra che Vasto non è più sicura», dice Alinovi, «fino ad oggi tutti gli attentati sono rimasti senza un autore. Speriamo che questa volta non sia così. Se quell’auto fosse esplosa», continua Alinovi, «avrebbe danneggiato decine di famiglie e distrutto delle attività commerciali. L’autore deve pagare».
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