Nel campus tra ansie e certezze: ultimi test per entrare a Medicina

20 Aprile 2023

Oggi termina la prima sessione di prove per l’ingresso nei corsi di laurea più ambiti della d’Annunzio Ieri solo 11 assenti su 328 iscritti. Fisica, biologia e chimica vengono considerati i quesiti più temuti

CHIETI. C’è chi si è portato dietro un amico per farsi tranquillizzare, chi è venuto coi genitori e chi sfoglia in un angolo il quaderno per ripassare le formule più ostiche. La nuova modalità dei Tolc-Med non risparmia agitazioni e preoccupazioni tra gli aspiranti medici che da tre giorni stanno affollano il campus della d’Annunzio per realizzare un sogno: indossare il camice bianco. Ieri sono stati in 328 a presentarsi alle prove, solo 11 gli assenti. E oggi l’ultima tranche con 695 candidati.
LE PREOCCUPAZIONI
A differenza dello scorso anno, i candidati possono tentare la prova più di una volta: per gli studenti del quarto superiore ci sono fino a quattro tentativi per scalare la graduatoria di ingresso a Medicina e Odontoiatria. «È sicuramente un vantaggio», dice Giorgia Pellicciotta del quinto anno del classico, «ma sarebbe meglio fare le prove tutte in estate perché ora siamo indaffarati con la maturità». L’ansia da prestazione trapela dagli sguardi dei candidati. «Mette agitazione vedere quanti ne siamo», commenta Sofia Di Cintio. «Non riesco a pensare ad altro», confessa Greta Di Battista mentre rilegge appunti di chimica, «mi sto preparando da sette mesi». Si sono allenate sugli Alpha test Ilaria D’Alberto e Angela Palmarino, che confidano: «Chimica e matematica ci preoccupano».
ADDIO CARTA E PENNA
Tra le novità della prova c’è poi l’abbandono di carta e penna per segnare le risposte: modalità che non ha allarmato i ragazzi, anzi. «Prima dovevi essere attento a trascrivere le risposte senza confonderti», spiega Giulia Ugolini, «ora fa tutto il sistema». Tuttavia qualcuno rimpiange il cartaceo c’è: «Su carta sceglievi il tempo da dedicare a ogni domanda», sottolinea Rosario Ruggero, che sogna di diventare un dietologo perché appassionato di alimentazione.
LE DIFFICOLTÀ
Dopo il via al test di 90 minuti, si inizia con la prima sezione di un quarto d’ora e poi altre quattro da 25 minuti l’una. Fisica, biologia e chimica si riconfermano i quesiti più temuti e all’uscita non mancano polemiche: «I procedimenti di chimica erano troppo lunghi», recrimina Marco Iannicca che ieri ha tentato il test per la terza volta. «Argomenti troppo specifici che non si fanno né alle superiori né ai primi anni di università», prosegue Emanuele Graticola, già iscritto a perfusione cardiovascolare. Oltre alle domande scientifiche, anche la comprensione del testo sembra aver messo a dura prova gli aspiranti medici. «Poco tempo e testi difficili», dichiara Greta Panattoni. Segue anche Giovanna Di Crescenzo, del quarto superiore: «Troppo articolati».
LA SCELTA
Tante e diverse le motivazioni che in questi giorni hanno spinto i 1.310 candidati a voler ambiare al camice bianco: chi per tradizione di famiglia, chi per passione e per altruismo. «Per dare un aiuto a chi non l’ha avuto», dice Angelica Amico, studentessa del quarto superiore che si vorrebbe specializzare in geriatria. Ha le idee chiare Devin Montano: «Vorrei fare pediatria». E poi c’è chi prova il test perché vuole studiare a Chieti «per amore» come Paolo Sorgiacomo, già studente di Medicina a Messina, che spera nel trasferimento alla d’Annunzio per seguire la sua fidanzata.
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