Nel libro di Taddei le frane che sconvolsero la città

13 Settembre 2015

VASTO. Dalla frana del 1816 a quella del 1956 che sconvolse l’assetto di tutta la parte orientale della città lungo via Adriatica. Un lavoro certosino quello che Daniele Taddei, geologo vastese, ha...

VASTO. Dalla frana del 1816 a quella del 1956 che sconvolse l’assetto di tutta la parte orientale della città lungo via Adriatica. Un lavoro certosino quello che Daniele Taddei, geologo vastese, ha condensato in un libro tecnico, ma di facile e gradevole lettura, dal titolo “Le grandi frane della città di Vasto”, un’analisi storica e una ricostruzione geologica dei movimenti franosi che hanno interessato il territorio vastese negli ultimi due secoli. In particolare quelle del 1816, che interessò il costone orientale nel tratto da Porta Palazzo a San Michele di cui scrisse il 18 aprile anche la Gazzetta di Firenze, e quella più recente del 22 febbraio 1956, quando un vasto movimento franoso fece scivolare a valle una buona parte del Muro delle Lame, lasciando in piedi solo il portale della chiesa di San Pietro. Momenti tragici per la città, annunciati da profonde crepe lungo via Adriatica e su alcuni edifici.

Il lavoro del geologo vastese, che ha avuto importanti riconoscimenti da parte dell’Università La Sapienza di Roma, è uno studio approfondito delle dinamiche che hanno prodotto queste frane, con un esame attento anche degli ultimi movimenti franosi che stanno interessando la città, da quelli di piazza Marconi e via Tre Segni, a quelli della Loggia Ambling e di via Adriatica, costantemente monitorati da Taddei.

Nella pubblicazione non mancano foto inedite della grande frana del ’56 con una sequenza che dà l’immagine quasi filmata del crollo delle vecchio Palazzo delle Poste. Insomma, un lavoro di grande interesse, da acquisire al patrimonio tecnico e culturale di chi ha a cuore le sorti della città. (a.b.)

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