Nel menu delle scuole cibi biologici, locali e le pallotte cace e ove

Presentate ai genitori le pietanze servite a 2.500 alunni Di Tommaso: meglio privilegiare i cibi della tradizione
LANCIANO. Cibi biologici come uova, pomodori, farina, yogurt, e a chilometro zero come verdure e carne. Piatti della cucina tradizionale, come bocconotti e pallotte cace e ove, colorati, che fanno attenzione al contenuto calorico, alle allergie, e soprattutto al gusto. È quanto mangiano i circa 2.500 alunni delle scuole primarie comunali in città. E che per la prima volta sono stati presentati ai genitori nell’incontro “A tavola con le famiglie” organizzato dal Comune e dalla Asl al Polo museale. Un incontro volto a capire anche cosa cambia nella ristorazione alla luce della gara europea svolta per l’affidamento dei servizi mensa -aggiudicata provvisoriamente dalla rete temporanea di imprese Labor, cooperativa di Rocca San Giovanni, e Camst, cooperativa di Castenaso (Bologna) - e dai nuovi costi dei ticket-mensa dovuti all’introduzione di 14 tariffe derivanti da una divisione del reddito (Isee) in altrettante fasce, da zero a 4,60 euro.
I menù. Sono studiati dalla Asl, in particolare dal dirigente medico Sian, Flora Di Tommaso, i menù che consumano 2.500 bambini dei nidi e delle primarie e che tengono conto delle linee-guida nazionali, dei dati regionali, che vedono un aumento in Abruzzo dell’obesità infantile, delle intolleranze alimentari e di scelte di cibi derivanti da credi religiosi diversi. «Vogliamo abituare i nostri bimbi a fare 5 pasti al giorno», sottolinea Di Tommaso, «a usare cibi e prodotti locali, anche della tradizione, controllare gli apporti calorici. Nei menù, infatti, ho scelto di abbassare la quota proteica senza rinunciare alla qualità. Anche nelle pallotte cacio e ove le proteine sono abbassate perché realizzate con una ricetta che prevede l’uso di poche uova e poi vengono date una volta al mese. Nei menù c’è ampio spazio a carni bianche e pesce, anche al baccalà. Non ci sono panature e ci sono alimenti privi di glutine». Alimenti solo biologici nei nidi: uova pomodori, farina, cacao, succo di arancia e yugurt biologici nelle primarie; patate e carote del fucino, dolci locali, latte e derivati molisani. «Sono menù completi che per la prima volta hanno alimenti della tradizione e che sono anche diversificati in base alle diverse esigenze degli alunni», aggiunge Di Tommaso, «perché il 10% di essi ha intolleranze, sono celiaci, hanno credi religiosi diversi che impongono alimenti precisi. I bambini gradiscono, anche se vorrebbero anche hamburger e patatine».
Il Comune. Menù che incidono in parte anche sulle tariffe diversificate in base al reddito. Tariffe che dal nuovo anno si potranno pagare in modo telematico. «Si sta ultimando il data-base degli alunni», spiega il dirigente all’istruzione, Davide Di Pilato, «perché gli elenchi delle scuole ora sono definitivi. Ogni alunno avrà un codice dal quale ricavare presenze e importi da pagare. Lasceremo anche i vecchi bollettini per evitare problemi».
Teresa Di Rocco
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