«Nessuna estorsione, erano soldi in prestito»

I due arrestati per le minacce a un 15enne respingono le accuse. Ma il giudice li lascia ai domiciliari
LANCIANO. Hanno respinto l’accusa di tentata estorsione in concorso Sante Guarnieri, 23 anni, e Nicola Fresco, 32 anni, entrambi di Lanciano. Il 23enne ha respinto anche l’accusa di rapina formulata dalla Procura. Ma su decisione del giudice per le indagini preliminari, Massimo Canosa, che ha convalidato gli arresti, i due restano ai domiciliari. Guarnieri e Fresco sono stati arrestati mercoledì dai carabinieri della compagnia di Lanciano in flagranza di reato, mentre avrebbero tentato di estorcere del denaro a un quindicenne, in pieno centro. Come ricostruito dai militari, alle 19 il ragazzo si trovava con alcuni suoi amici vicino ad un bar di corso Trento e Trieste, quando è stato avvicinato dai due giovani che gli hanno chiesto di seguirlo in una stradina adiacente. Qui lo avrebbero minacciato e pressato, gli avrebbero impedito di muoversi e di fuggire per avere da lui dei soldi. Secondo la Procura Guarnieri, nei giorni precedenti, lo aveva anche rapinato, rubando 30 euro all’adolescente, dietro minaccia. «Non si è trattato di rapina ma di un prestito, per giunta onorato dal Guarnieri il giorno dopo», precisa il legale dei due arrestati, l’avvocato Vincenzo Menicucci, «e non c’è stata alcuna estorsione perché il mio assistito, avendo visto il ragazzo, che conosce, lo ha avvicinato per chiedergli un altro prestito di 20 euro. Soldi che gli avrebbe restituito a breve, come accaduto giorni prima. Il ruolo di Fresco, poi, è stato assolutamente marginale». Il giudice Canosa, dopo aver ascoltato i due e convalidato gli arresti, ha confermato i domiciliari. Sempre ieri hanno respinto le accuse di spaccio di droga e fornito al giudice la propria versione dei fatti tre dei quattro arrestati finiti ai domiciliari nell’operazione dei carabinieri “Pony express” contro il micro spaccio, in città e sulla costa, di eroina, cocaina e hashish. (t.d.r.)
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