«Nessuna intesa con la Lega alle Comunali»

L’assessore regionale Febbo dice no alla richiesta del Carroccio e conferma l’alleanza con Di Iorio
CHIETI. Tra Forza Italia e Lega è ancora muro contro muro. Al responsabile regionale del partito di Salvini, Luigi D’Eramo, che dà per fatto l’accordo sulle comunali teatine, replica l’assessore regionale di FI Mauro Febbo, che smentisce le parole di D’Eramo e la presunta intesa sul leghista Fabrizio Di Stefano candidato sindaco. D’Eramo aveva provato a superare la contrarietà di Febbo – che del partito forzista è anche responsabile regionale organizzativo – scavalcando la sua posizione e ricorrendo al vertice regionale e nazionale di FI. Citando Silvio Berlusconi e Nazario Pagano, che «condividono l’unità del centrodestra», il numero uno della Lega in Abruzzo aveva dato per presupposto il via libera a Di Stefano candidato sindaco del centrodestra unito. Ma l’altolà di Febbo arriva subito: «A me risulta che Berlusconi e Pagano siano solo dispiaciuti di questa situazione», dice stoppando qualsiasi fuga in avanti. E poi rilancia attaccando anche il sindaco Umberto Di Primio: «Forza Italia estromessa dal governo della città, pur essendo stata la prima forza elettorale del centrodestra alle elezioni del 2015 e, soprattutto, dispiace l’Opa fatta nei confronti di amministratori ed eletti in Forza Italia, iniziata sin da inizio legislatura». La critica all’amministrazione Di Primio era sinora rimasta sempre sullo sfondo. L’assessore regionale l’aveva demandata sempre ai suoi consiglieri comunali, rifiutandosi di intervenire in prima persona contro l’amministrazione in cui Forza Italia aveva tre esponenti in giunta, Alessandro Bevilacqua, Mario Colantonio ed Emilia De Matteo, ora tutti passati alla Lega. Senza più peli sulla lingua, Febbo ora attacca a tutto campo: «Abbiamo, nel tempo, denunciato forte malessere nella gestione e nel governo della città», dice, «nessuna delle proposte e indicazioni fatte da FI è stata mai presa in considerazione, anzi siamo stati spesso additati di lavorare contro, quando, al contrario, il gruppo consiliare e tanti oggi ex assessori in quota FI non hanno fatto mai mancare il sostegno, seppur critico. La situazione socio-economico della città meritava e soprattutto merita una svolta, un cambio di passo, un progetto che sicuramente parte dalla discontinuità, dall’entusiasmo del fare e della identità come principio fondamentale. Di questo e su questo non si è mai parlato, non c’è stato confronto». E dunque, per Febbo, Di Stefano non incarna né «svolta», né «cambio di passo», né «progetto che parte dalla discontinuità». Di qui il progetto alternativo che vede nel medico ed ex presidente del Chieti calcio Bruno Di Iorio il candidato anti-Di Stefano, sostenuto anche dal consigliere ex Pd, ora Italia viva, Alessandro Marzoli e dal suo gruppo. (a.i.)
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