«Nessuno vuole cementificare Punta Aderci»

Vasto. Menna e Cianci: la revisione del piano di assetto serve a regolare la fruibilità della riserva
VASTO. «Da parte dell’amministrazione comunale non c’è alcuna volontà di cementificare la riserva di Punta Aderci attraverso la revisione del piano di assetto naturalistico (Pan)». Il sindaco Francesco Menna e l’assessore alle politiche ambientali, Paola Cianci, intervengono dopo l’allarme lanciato dal Forum civico ecologista sull’aumento di volumetria consentito nel piano per il recupero dei casolari esistenti e sulla mancanza di coinvolgimento delle associazioni e dei portatori d’interesse.
«È evidente che il messaggio che si vuole far passare è del tutto strumentale e calato nel calderone di interventi che riguardano anche la costa vastese», ribattono Menna e Cianci, «in questo modo si finisce per semplificare impropriamente temi complessi che vanno affrontati nel rispetto delle regole e delle procedure, con serietà e partecipazione e nei tempi necessari. Proprio questa amministrazione è stata la prima a prendere le distanze dalla bozza di regolamento della Via Verde predisposta dalla Provincia di Chieti, coinvolgendo le associazioni ambientaliste ed evidenziando la necessità di ascoltare le istituzioni ed i portatori di interesse. In tale occasione siamo stati anche gli unici a rilanciare l’importanza di concludere l’iter del Parco nazionale della Costa teatina. Il metodo della condivisione è il nostro modus operandi da sempre come è avvenuto nel caso del piano di gestione del Sic, del piano demaniale marittimo, del Biciplan e per il regolamento del verde, così come sarà anche nel caso del Pan».
Per l’assessore Cianci «la riserva è il fiore all’occhiello della Costa dei trabocchi: in questi anni di gestione e valorizzazione sono aumentate le presenze e al fine di tutelare l’ambiente è necessario regolamentarne la fruibilità anche attraverso l’utilizzo corretto di servizi e prodotti per accogliere il turismo ambientale che è già una realtà. Tutto questo significa essere cementificatori?», chiede la delegata alle politiche ambientali, «affidarsi a dei noti tecnici specializzati in materia di aree protette significa dare la riserva in mano a degli sfruttatori delle risorse ambientali? Predisporre un Pan guardando al presente e al futuro di questo territorio in un’ottica delle sfide della Next generation Ue che punta ad un Europa verde, digitale e resiliente è da irresponsabili? Le paure sbandierate con analisi superficiali e senza un raffronto con il piano vigente manipolano il senso della bozza in corso di definizione». (a.b.)
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