Neurologia verso la chiusura temporanea
Marongiu (Pd) lancia l’allarme: «La Asl vuole fermare l’attività per l’estate, sarebbe intollerabile»
LANCIANO. «Chiudere d’estate il reparto di Neurologia, che ha anche la stroke unit, per mancanza di personale: è questa l’idea folle di cui discute la direzione Asl. Purtroppo non l’ultima idea a danno dell’ospedale Renzetti, svuotato sotto gli occhi rassegnati dell’amministrazione comunale». È il consigliere comunale Leo Marongiu a sollevare l’ennesimo problema dell’ospedale cittadino. Dopo l’allarme chirurgia, che nonostante gli ottimi risultati del 2021 (primo reparto per numero di interventi dell’intera Asl) ha visto tagliati letti e personale, dopo il ridimensionamento incomprensibile di oculistica, laboratorio analisi; dopo i problemi in urologia, l’accorpamento di otorino a Chirurgia, la decisa chiusura di medicina nucleare e la carenza cronica di personale in tutti i reparti, ora si assiste alla possibile chiusura della Neurologia, seppur temporanea.
«Dopo i timori sventati a fine anno 2021, con la stagione estiva sembra segnata la sorte del reparto», prosegue Marongiu (Pd). «La questione era già stata sollevata a fine ottobre sui problemi del reparto con la paventata chiusura senza supporto dagli altri presidi. Ora con l’avvicinarsi della stagione estiva si rischia la chiusura temporanea. Ma la Neurologia di Lanciano gestisce anche la stroke-unit per la cura dell’Ictus in fase acuta (e quindi se chiude bisognerebbe rivolgersi a Chieti o a Vasto, lasciando un territorio di 120mila persone sguarnito, ndc) con annessi servizi ambulatoriali dove vengono seguiti i pazienti affetti da sclerosi multipla, Alzheimer, Parkinson, epilessia, malattie neuro-muscolari ed emicrania. Problemi di personale mai risolti e problemi che insistono anche nel presidio di Chieti stanno portando la Asl a capire come tamponare la situazione in estate e non vorremmo assistere alla chiusura, spacciata come temporanea, del reparto di Lanciano. In Italia, come recita un vecchio adagio, non c’è nulla di più definitivo del provvisorio...».
Un’idea, quindi, che si spera possa restare tale. «Purtroppo constatiamo che alla sbandierata volontà della Asl a fine 2021 di assumere medici, infermieri non corrispondono azioni positive per il Renzetti», sottolinea Marongiu. «Anzi: registro dagli operatori sanitari, oltre che l’atteggiamento passivo e rassegnato dell’amministrazione comunale, l’assenza totale della politica regionale che si è vista da queste parti a parlare di sanità solo per riempire le liste delle elezioni comunali e per promettere azioni decise, poi messe a nudo dal recente verbale ministeriale del tavolo di monitoraggio che boccia senza appello Marsilio e la giunta regionale sulla programmazione e sugli investimenti infrastrutturali che restano infatti fermi».

