«Nidi d’infanzia più cari per colpa di Castiglione»

4 Settembre 2024

ORTONA. «La cattiva politica dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Leo Castiglione continua a produrre i suoi effetti nefasti sulla collettività ortonese»: i consiglieri che ha formato l’opposi...

ORTONA. «La cattiva politica dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Leo Castiglione continua a produrre i suoi effetti nefasti sulla collettività ortonese»: i consiglieri che ha formato l’opposizione consiliare prima dell’arrivo del commissario tornano ad attaccare la vecchia giunta. A puntare il dito contro «i nodi della cattiva politica e della pessima amministrazione venuti al pettine», sono Simonetta Faraone, Simonetta Schiazza, Gianluca Coletti, Angelo Di Nardo, Franco Vanni, Italia Cocco, Antonio Sorgetti e Simona Rabottini.
«Per l’anno scolastico 2024-2025», denunciano gli ex consiglieri, «Castiglione e la sua giunta, prima di andare a casa, hanno dovuto aumentare le tariffe dell’asilo nido mediamente del 25% rispetto al passato, in quanto le gravi criticità del bilancio da loro gestito non hanno consentito di coprire con fondi comunali l’aumento di circa 235mila euro del costo annuale del servizio con l’impossibilità di utilizzare un contributo ministeriale di circa 30mila euro».
Per gli ex consiglieri comunali «non avere la capacità di autocritica è forse il limite più evidente dell’ex sindaco Castiglione, che attribuisce sempre ad altri le sue gravi carenze in termini di capacità politica e amministrativa. Dopo il consiglio comunale del 14 marzo scorso, e prima di far commissariare il Comune, invece di azzerare la giunta e tentare inciuci con la minoranza, perché non ha condiviso le scelte fondamentali per la città con l’allora maggioranza? Non aver saputo gestire in modo oculato il bilancio e la programmazione degli interventi», continuano Faraone, Schiazza, Coletti, Di Nardo, Vanni, Cocco, Sorgetti e Rabottini, «ha prodotto gravi criticità che, ad esempio, hanno impedito al commissario di rimediare all’aumento del costo del servizio del nido d’infanzia, impedendogli di modificare la delibera con cui la giunta a marzo ha aumentato le tariffe».
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