«Niente auto sul Corso»: la protesta sotto la pioggia

21 Marzo 2022

L’appello di 18 associazioni e dei consiglieri di opposizione al sindaco Paolini: la riapertura al traffico non risolve i problemi di viabilità e rende insicura la zona

LANCIANO. Sfidano freddo e pioggia per dire “no” alla riapertura al traffico del tratto finale di corso Trento e Trieste. Il maltempo frena la partecipazione alla manifestazione indetta da 18 associazioni per protestare contro la delibera di giunta che, dal 1° aprile, decreta la riapertura alle auto del tratto compreso tra via Gorizia e largo Dellarciprete. Le polemiche dei giorni scorsi lasciano spazio a toni più concilianti, nel tentativo di far capire le ragioni per cui sia più opportuno mantenere uno spazio libero e sicuro, a pochi metri dall’ingresso del rinnovato parco Villa delle Rose, che recuperare una manciata di posti auto.
PIÙ ZONE PEDONALI «Chiediamo all’amministrazione Paolini di ascoltarci e di ripensarci», dice Leo Marongiu (Lanciano x tutti), «riaprire al traffico uno spazio di 50 metri non risolve né la questione dei parcheggi né quella de commercio. È importante, invece, per la nostra città ampliare le zone pedonali e gli spazi di vivibilità per anziani, donne, bambini e famiglie». Tra i manifestanti ci sono rappresentanti di varie associazioni cittadine e di partiti, amministratori ed ex, tra i quali l’ex sindaco Mario Pupillo, qualche commerciante e privato cittadino. «Con la precedente amministrazione questa strada è sempre rimasta chiusa al traffico», rimarca l’ex assessore Giacinto Verna (Azione), «perché abbiamo portato avanti un’idea di città vivibile, sicura e attrattiva, che comportava l’esistenza di un’unica grande area pedonale da piazza Plebiscito a Villa delle Rose, che invitasse la gente ad uscire e a frequentare Lanciano. Oggi invece c’è una giunta che, per recuperare una manciata di posti auto, applica ricette del ’900 sacrificando uno spazio libero e sicuro». «Va fatta una battaglia per la chiusura totale di quest’area», rilancia Pierluigi Vinciguerra di Italia Nostra.
TROPPE AUTO «A Lanciano c’è un carico ingiustificato e insostenibile di automobili», afferma Franco Mastrangelo, presidente dell'associazione “Mille alberi per Lanciano”, «gli ultimi dati Istat danno il tasso di motorizzazione a 691 auto ogni mille abitanti, una cifra superiore a città come Milano e Torino. Bisogna andare nella direzione di liberare il più possibile gli spazi della città dalle auto. Pochi giorni fa l’amministrazione ha fatto l’encomiabile scelta di rinnovare il patto di collaborazione per il Piedibus, adesso questo provvedimento va in direzione diametralmente opposta, perché i primi ad esserne danneggiati saranno appunto bambine e bambini».
COMMERCIO Non ci stanno a farla passare per una “questione di commercio” i negozianti del centro. «Dal lunedì al venerdì i principali parcheggi del centro sono semivuoti», dice Salvatore Amore, titolare di un negozio di abbigliamento nella parte alta del Corso, «basterebbe questo a far capire che non è una questione di posti auto. Nel fine settimana, invece, in questo tratto si crea un movimento importante di famiglie, ragazzi, bambini, che è un continuum con quello della pista». «Dopo aver riaperto questo tratto, l'amministrazione cosa intende fare? C'è una progettualità dietro questa decisione?», si chiede Maurizio Amoroso, titolare di un’agenzia viaggi, «il centro deve diventare un salotto. Chi viene da fuori deve sapere dove poter parcheggiare, anche a distanza purché ci siano indicazioni e servizi». «Si prende una decisione del genere sbandierando, quasi a pretesto, un problema commerciale», afferma Domenico Trozzi, titolare di un negozio di abbigliamento sotto i Portici, «ma senza interpellare i diretti interessati».