«Niente centrale idroelettrica grazie a noi»

24 Novembre 2020

CIVITELLA MESSER RAIMONDO. Dopo la rescissione del contratto di concessione tra il Comune di Gessopalena e la Val Gleris idroelettrica di Pontebba (Udine), stipulato nel 2013, per la realizzazione di...

CIVITELLA MESSER RAIMONDO. Dopo la rescissione del contratto di concessione tra il Comune di Gessopalena e la Val Gleris idroelettrica di Pontebba (Udine), stipulato nel 2013, per la realizzazione di un impianto idroelettrico in località ex Mulino Tozzi, interviene l'ex sindaco di Civitella Messer Raimondo, Paolo Di Guglielmo. La vicenda ha inizio nel gennaio 2012, quando l'allora sindaco Di Guglielmo, il vicesindaco Maria Rosa Di Guglielmo e gli assessori Francesco Di Sebastiano, Giovanni Di Guglielmo e Nicola Di Guglielmo, presero visione del progetto che di lì a poco avrebbe portato a bandire una gara di affidamento dei lavori da parte del Comune di Gessopalena per la realizzazione di una centrale idroelettrica.
«Un’opera che», afferma Paolo Di Guglielmo, «avrebbe cancellato un fiume e il suo ecosistema. «A nulla valsero le diffide a procedere, scritte dal Comune di Civitella, per indurre a far desistere il Comune di Gessopalena dalla realizzazione di un’opera nefasta per l’Aventino e il suo territorio».
Una battaglia combattuta dapprima sul fiume insieme al Comitato Aventino ViVo e decine di associazioni di pesca e sport fluviali, poi nei tribunali, con l’apporto dei portatori di interesse turistico del territorio come l’hotel del Camerlengo, Casa Albergo Tiroasegno, Abruzzo Rafting e B.B. Casa del Fiume, che si autotassarono per pagare le spese dei ricorsi legali, insieme al comune di Civitella.
«Dopo quasi 9 anni», continua Di Guglielmo, «il lieto fine è arrivato come abbiamo appreso dal Centro e dalle delibere del Comune di Gessopalena. Sembra che adesso definitivamente il contratto di costruzione e gestione di quella centrale sia stato rescisso per gravi inadempienze e viene giudicato perfino dagli stessi promotori un’opera troppo invasiva per il già precario e delicato ecosistema fluviale. Finalmente possiamo dire che l’impegno e la tenacia pagano. Dispiace solo che il nostro Comune dovette perorare da solo, con l’aiuto di pochi privati, e senza il supporto di altre municipalità che pure avevano e hanno interessi economici e ambientali in quel fiume, una battaglia che oggi rende onore alla giunta comunale da me presieduta».
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