Niente più stufette ai dipendenti L’assessore: bisogna risparmiare

Piano dell’ente per contenere le spese legate ai consumi di luce e gas in tutte le strutture pubbliche Ranieri invita al senso civico e studia anche la stretta per le feste di Natale: dobbiamo dare un segnale
LANCIANO. Conti monitorati ogni 15 giorni, appelli al risparmio per scuole, impianti sportivi e uffici, termosifoni accesi nelle strutture comunali e scuole «solo quando sarà necessario» e ritiro di tutte le termostufe utilizzate dai dipendenti comunali a Palazzo di città nell'orario di lavoro per tagliare gli sprechi. L'amministrazione comunale prosegue nell'operazione di monitoraggio delle spese e contenimento dei costi avviata già dall'estate per fronteggiare l'impennata dei rincari energetici. Una situazione che ha messo in difficoltà moltissimi Comuni italiani oltre a migliaia di famiglie, al punto da costringere le amministrazioni a decisioni impopolari e potenzialmente dannose, come quella di spegnere parte dell'illuminazione pubblica. «Una scelta che non farò mai», spiega l'assessore alle Finanze, Danilo Ranieri, «primo perché al momento stiamo gestendo bene, se pur con difficoltà, le super bollette, e poi perché, anche nella crisi, i Comuni devono essere parte attiva, restare positivi rispetto a certe situazioni anche drammatiche e comportarsi come dei buon padri di famiglia».
IL RIEQUILIBRIO DI BILANCIO«In questo momento», rimarca Ranieri, «sto chiedendo ai settori com'è andato il bilancio previsionale in prospettiva di un consiglio comunale per il riequilibrio di bilancio che faremo entro la fine di novembre. Siamo più o meno in linea, a parte le difficoltà dei costi energivori. Fino a giugno avevamo previsto tutto quasi al millesimo, poi l'estate ha fatto saltare i conti: 86.500 euro di bolletta a luglio e 106mila ad agosto con pubblica illuminazione usata di meno, scuole e impianti sportivi chiusi e riscaldamenti spenti. A settembre è andata un pochino meglio, 80mila euro, ma siamo sempre al triplo rispetto allo scorso anno».
LE SOLUZIONIIl Comune ha scritto a tutti i presidi e a tutti i gestori di impianti pubblici per un appello «al senso civico» e a evitare il più possibile gli sprechi. «Penso alle luci lasciate accese anche di notte in alcune scuole», fa notare l'assessore e vicesindaco, «alle docce e ai phon utilizzati ad libitum negli impianti sportivi, ai riscaldamenti a palla con le finestre aperte in alcuni uffici e strutture. Spesso si ha l'impressione che per la cosa pubblica alla fine paga Pantalone, ma qui paghiamo tutti, non possiamo più permetterci sprechi. Ed è per questo che sto ritirando anche tutte le termostufe utilizzate in Comune dai dipendenti, anche per una forma di educazione civica. Bisogna comportarsi come a casa: spegnere le luci se non sono necessarie, vestirsi in modo consono al meteo, portare le stanze a temperature non da Caraibi, ma sui normali 18-20 gradi e accedere i termosifoni quando necessario. Secondo il ministero avremmo dovuto far ripartire i caloriferi nelle scuole già alcuni giorni fa, ma il meteo ci ha accompagnati e se riusciamo a non far raffreddare troppo gli ambienti ce la possiamo fare a resistere qualche altro giorno».
IL NATALEE alla stretta dei conti si aggiungono anche le imminenti festività natalizie. «Devo vedere quanto rimane dopo gli scostamenti di bilancio», avverte ancora Ranieri, «e di certo non possiamo scialare. Ritengo che un segnale del Natale ci debba essere, ma è chiaro che dovrò confrontarmi con il resto della giunta. Anche sulla pubblica illuminazione non vorrei indietreggiare. Per alcune zone come Parco Villa delle Rose sono le stesse forze dell'ordine a chiederci che non siano lasciate al buio. Non possiamo spegnere, quello che possiamo fare è non sprecare e persuadere ad un uso responsabile della cosa pubblica».
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