Niente soldi alla coop che salva i bambini
Il Comune non paga, il Girasole finisce sul lastrico: a rischio il futuro dei lavoratori e di sei minori
CHIETI. Il rischio è che a pagare, alla fine, saranno quei minori che usufruiscono della cooperativa e gli impiegati che vi lavorano. È sul lastrico la cooperativa Girasole, che gestisce da tre anni una comunità di accoglienza, perché ha accumulato dei crediti dal Comune di diverse migliaia di euro. La cooperativa gestisce "La casa di Francesco", in via Salomone, struttura di 150 metri quadri, di proprietà del Comune.
Nella comunità ci sono minori affidati ai servizi sociali e, la maggior parte di essi, è affidata ai servizi sociali del comune di Chieti. Attualmente i minori sono sei. «Mensilmente» dice Maria Carla Di Renzo, presidente della coop «presentiamo al comune le fatture concernenti, le rette che il comune deve pagare per l'inserimento dei minori in comunità. Purtroppo ci troviamo in grosse difficoltà economiche perché l'Ente non riesce a pagare le fatture relative alle rette giornaliere. Ci siamo anche autotassati per far fronte alle difficoltà economiche ma non è bastato». Le fatture dell’anno 2015 sono state pagate in parte circa un mese fa, dopo che la cooperativa ha accumulato un credito di 120mila euro.
«Il comune sta pagando a scaglioni, ma poiché noi abbiamo educatori assunti regolarmente a tempo indeterminato all’interno della comunità che lavorano in turnazione per otto ore giornaliere (mattina pomeriggio notte), ci siamo trovati in difficoltà perché i lavoratori non hanno percepito stipendio da moltissimi mesi e di conseguenza noi abbiamo dovuto certificare il credito alla banca per circa 63mila euro». Soldi sono stati impiegati per pagare una piccola parte degli stipendi arretrati.
«Chiediamo al comune» conclude la presidente « di saldare le fatture almeno fino a gennaio 2016 per un importo circa di 70mila euro, crediti che riguardano anche gli anni 2013 - 2014 - 2015. Se non riusciamo a rientrare in queste somme, la cooperativa è costretta, suo malgrado, a chiudere, poiché gli educatori inizieranno a fare vertenze sindacali». (m.d.c.)

