No al gas dal lago, residenti in festa

13 Ottobre 2021

Bomba. Esultano i cittadini della Val di Sangro dopo il parere contrario al progetto

BOMBA . «È espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale per il Progetto di sviluppo concessione “Colle Santo” - messa in produzione del giacimento naturale di Colle Santo, situato nei Comuni di Bomba, Archi, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa, Colledimezzo, Altino, Perano, Paglieta, proposto dalla Cmi Energia S.r.l., con sede in Roma». È il parere che le popolazioni della Val di Sangro attendevano in merito all’estrazione del gas sotto il lago di Bomba. Ad esprimersi è stato il ministero della Transizione ecologica, sommerso da osservazioni di Comuni, Regione e associazioni. «È una bella notizia che ci ripaga di tanti anni di lotta, le nostre tesi e le nostre argomentazioni sono state recepite ed accolte in tutti i gradi di giudizio», afferma Massimo Colonna, presidente dell’associazione Comuni Sangro Aventino, sodalizio che ha avuto un ruolo fondamentale nella lotta contro lo sfruttamento dei giacimenti di gas a Bomba.
Il progetto, già censurato dalla Valutazione d’impatto ambientale regionale e dal Consiglio di Stato, prevede la messa in produzione dei due pozzi realizzati a Bomba, la realizzazione di un gasdotto lungo circa 20 chilometri e la costruzione di una raffineria a Paglieta. Queste sono le caratteristiche del giacimento: produzione giornaliera di 566.367 metri cubi, produzione complessiva stimata in circa 2,4 miliardi di metri cubi, investimento da 80 milioni di dollari (72 milioni di euro).
Tutto il gas di Bomba equivale a circa 14 giorni di consumo nazionale. Il progetto, del 2018, prevede la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2, la perforazione di due nuovi pozzi, Monte Pallano 3 e 4, e l’eventuale perforazione di un Monte Pallano 5, oltre alla costruzione di un gasdotto di circa 21 chilometri e di una centrale di trattamento gas in Val di Sangro, a Paglieta. Oltre al possibile rischio inquinamento, le principali criticità riguardano lo scenario idro-geomorfologico (frane esondazioni), lo scenario sismo-tettonico (terremoti), rischi per la diga, il fenomeno della subsidenza (abbassamento verticale della superficie terrestre legato anche a uno sfruttamento eccessivo di fluidi sotterranei, come acqua, petrolio e gas). (m.d.n.)
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