«No al gasdotto a Bucchianico e Brecciarola»

12 Aprile 2018

Protesta degli attivisti del M5S, in prima linea anche la deputata Torto: le aree sono troppo fragili

CHIETI. «No ai gasdotti nelle aree fragili del nostro territorio». Tre consiglieri comunali del M5S si schierano così contro gli hub del gas in zone a rischio. Il cammino a tappe di protesta contro il gasdotto di Sulmona, che interessa anche la provincia di Chieti, ha fatto tappa ieri a Bucchianico, nei pressi del Sito di interesse comunitario dei Calanchi, e a Chieti, nella zona di Colle Marcone, già teatro di una discarica devastata da un rogo nel 2015 e mai bonificata. In prima linea anche la deputata M5S di Bucchianico, Daniela Torto.
«Il Sic Ripe dello Spagnolo di Bucchianico ricopre 180 ettari di calanchi e vegetazioni aride di steppa mediterranea», commenta Alfredo Mantini, consigliere M5S di Bucchianico, «è assurdo far passare un gasdotto affianco a un bene così importante dal punto di vista del paesaggio e della biodiversità, a pochi chilometri dal capoluogo, contro ogni speranza futura di poterlo valorizzare sotto l’aspetto turistico ed eno-gastronomico». Il M5S locale ha presentato osservazioni nel 2015 che hanno portato alla variazione del tracciato e alla realizzazione di una trivellazione orizzontale controllata al posto dello scavo in trincea. «Ma rimane il rischio per le aree limitrofe ai calanchi per la fauna, la flora e il dissesto idrogeologico, oltre al danno per chi ha investito in viticoltura di qualità», dice Mantini.
Anche Chieti è interessata dal passaggio del gasdotto, in particolare a Brecciarola: «La frazione ha già versato il suo tributo a opere inutili dal punto di vista socio-economico», dicono i consiglieri grillini teatini Ottavio Argenio e Manuela D’Aracangelo, «a Brecciarola, il tracciato del gasdotto intercetta pericolosamente quello dell’elettrodotto e anche per questo motivo abbiamo espresso in consiglio comunale il nostro giudizio negativo. Il progetto», concludono, «non farà altro che gravare ulteriormente su una parte del territorio già pesantemente sfruttata».