No alle Unioni civili, sì alla cannabis

9 Febbraio 2016

La maggioranza di Di Primio dà lo stop al registro proposto da Raimondi, ma passa l’uso terapeutico della droga

CHIETI. Il consiglio comunale dice "no" all'istituzione del registro delle unioni civili richiesta da Enrico Raimondi ma approva l'ordine del giorno, sempre a firma del capogruppo di L'Altra Chieti, in cui si invita la Regione a dar seguito alla legge regionale che prevede l'utilizzo sul territorio di farmaci a base di cannabis per finalità terapeutiche.

I due "estremi" culturali sono andati in scena, ieri, in una seduta consiliare che si è accesa solo al momento di trattare lo scottante tema delle unioni civili al centro della cronaca nazionale in virtù della diatriba sull'approvazione, o meno, del decreto Cirinnà. Che, è bene precisare, c'entra poco o nulla con la proposta del consigliere Raimondi. L'esponente di L'Altra Chieti, infatti, aveva impegnato sindaco e giunta a predisporre un regolamento, così come già fatto da 327 Comuni italiani, nessuno abruzzese, per istituire un registro comunale delle unioni civili.

A margine del voto dell'aula, Raimondi sentenzia scuro in volto. «Si è persa una grande occasione per dare un servizio ai cittadini. Il Comune di Chieti poteva fare una bella figura rispetto agli altri Comuni abruzzesi, dando un esempio di civiltà. Purtroppo non è stato così ed è incomprensibile che nel 2016 ci sia ancora questa chiusura».

IL BLITZ DEGLI STUDENTI. «C'è chi parla… non in nostro nome! Sì alle unioni civili». Recitava così lo striscione, issato per pochi minuti sotto il portone della Provincia in concomitanza con l'inizio del consiglio comunale, dai ragazzi del Collettivo Iskra Chieti e dal Collettivo studentesco cittadino che, poi, hanno dato vita anche ad un volantinaggio informativo lungo corso Marrucino.

Una presenza composta ma significativa finalizzata ad avvalorare lo sforzo politico profuso in consiglio da Raimondi. «In consiglio comunale- spiegano gli esponenti dei due Collettivi- abbiamo assistito all’ennesima prova di autoritarismo della maggioranza che non sapeva neppure di cosa stesse parlando. Non ci fermiamo qui, è solo l'inizio di tante altre battaglie per la nostra città per chi non vuole e non può più rassegnarsi all'ignoranza».

LO SCONTRO IN CONSIGLIO. Sono volate parole grosse tra il consigliere del Pd, Alessio Di Iorio, ed il collega di Forza Italia, Marco D'Ingiullo.

Il primo ha tuonato: «Chieti non è un paese civile», mentre D'Ingiullo, paonazzo, ha replicato. «Il matrimonio civile si fa già in Comune». Preso fiato, il consigliere forzista aggiunge. «L'ordine del giorno di Raimondi è rispettabile ma la legge nazionale non è ancora stata approvata. Con l'adozione di questo registro- afferma D'Ingiullo- si sarebbe baipassato il sacramento del matrimonio dal momento che si acquisivano gli stessi diritti ma non gli stessi doveri. E poi non mi pare che il Pd sia così unito su questo tema nazionale». Alessandro Marzoli, consigliere del Partito democratico, ribatte invitando il sindaco, invano, a prendere parola sull'argomento. «Il registro sulle unioni civili avrebbe avvicinato Chieti all'Europa. Non possiamo non prenderci la responsabilità- ammonisce Marzoli- di estendere alle coppie di fatto diritti già previsti dal nostro Comune».

Mario De Lio, capogruppo dell'Udc, ha ribadito la valenza della famiglia tradizionale mentre Diego Costantini, capogruppo del Gruppo misto, ha aggiunto. «L'ordine del giorno di Raimondi è corretto in linea di principio ma senza una legge nazionale- dice Costantini- il registro sarebbe stato solo uno spot e, di fatto, carta straccia in quanto non faceva conseguire diritti».

LA CANNABIS TERAUPETICA. Il consigliere Raimondi, vero mattatore del consiglio di ieri, ha chiesto ed è ottenuto che il consiglio comunale solleciti la Regione ad attuare la legge regionale, approvata il 4 gennaio 2014, che disciplina la "Modalità di erogazione dei farmaci e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche".

Un impegno sposato subito anche dal centro destra allineato, per una volta, con le richieste avanzate da un rappresentante dell'opposizione. «Da informazioni assunte- spiega Raimondi- sono molti i cittadini di Chieti e residenti nella regione Abruzzo che soffrono di patologie che possono essere trattate con le modalità istituite dalla legge regionale che, però, non è stata ancora attuata».

GLI ALTRI ARGOMENTI. E’ stata rinviata a venerdì la trattazione del conferimento della cittadinanza onoraria, richiesta dal Movimento 5 Stelle, per il magistrato siciliano Antonino Di Matteo mentre, in extremis, il centro destra ha ritirato l'ordine del giorno in cui veniva richiesto l'annullamento del riordino sanitario varato dalla Regione.

E' stata respinta, invece, la mozione presentata dal capogruppo di Giustizia sociale Bruno Di Paolo che chiedeva controlli e verifiche sulla raccolta differenziata in città a tutela del decoro urbano. Approvate, infine, le due mozioni presentate dai grillini, sull'installazione di nuovi cestini in città e sulle migliorie da apportare, in nome della trasparenza, al sito istituzionale dell'ente, e l'ordine del giorno del consigliere del Pd Alessio Di Iorio sulla salvaguardia dei correntisti della Carichieti.