Nocciole coltivate sui terreni abbandonati

11 Gennaio 2019

Il borgo vuole entrare nel progetto della Ferrero, il colosso della Nutella. L’ipotesi di una coop sociale

PERANO. Terreni abbandonati da coltivare a nocciolo, così Perano vuole entrare nel Progetto Nocciola Italia promosso da Ferrero Hazelnut Company, divisione interna del Gruppo Ferrero dedicata alla nocciola e che ha già siglato un accordo di filiera con l’Euro-Ortofrutticola del Trigno. E da San Salvo l’interesse per la coltivazione delle nocciole per il colosso della Nutella si è diffuso in tutta la provincia di Chieti e anche oltre. A Perano l’amministrazione comunale ha organizzato un incontro con agricoltori e proprietari terrieri per illustrare il progetto della Ferrero e le sue possibilità. Nel borgo del Sangro ci sono numerosi terreni, una volta coltivati a frutta e ortaggi, che potrebbero fare al caso dell’azienda piemontese. «La produzione agricola un tempo ha dato lustro a questa zona», dice il sindaco Gianni Bellisario, «frutta e ortaggi erano il suo core business prima dell’industrializzazione. Ora serve un’inversione di rotta e questo progetto, ambizioso, può offrire l’occasione». Il punto di partenza resta sempre la terra. «A Perano c’è un’intera area valliva abbandonata», spiega il perito agrario Fausto Cimini, «una ex zona agricola, conosciuta come “Valle degli orti”. Ma adesso gli agricoltori sono anziani e figli e nipoti hanno preso altre strade». Quei terreni, che andrebbero disboscati da roveti e altra vegetazione, possono aspirare a una seconda vita. «I proprietari terrieri potrebbero dare in affitto o in gestione i terreni a una cooperativa sociale che porterebbe avanti la coltivazione delle nocciole», continua Cimini, «qui la terra, sia per le caratteristiche climatiche che pedologiche, è fortemente votata a questa coltura, che inoltre richiede pochissimo ricorso alla chimica».
Clima mite, terreni irrigui ma dove non ci sia ristagno d’acqua, poca pendenza: sono le caratteristiche ideali per le nocciole. Ad illustrare il progetto Ferrero a una platea di interessati agricoltori è stato Ivan Seri, responsabile Centro-sud Italia di Ferrero Hco. La società di Alba vuole incrementare la produzione di nocciole in Italia facendo diventare 90mila gli attuali 70mila ettari coltivati. C’è tempo fino al 2021 per firmare il contratto con la Ferrero (l’accordo è fino al 2037), che si impegna all’acquisto del 75% della produzione di qualità a un prezzo minimo di 1,94 euro al chilo, lasciando il restante 25% da piazzare sul libero mercato. L’unico limite è che bisogna partire con una dotazione di 100 ettari al momento della piantumazione, da incrementare a 500 in cinque anni.
Per questo sono preferibili aggregazioni di agricoltori per riunire i vari appezzamenti, magari sotto l’egida di una cooperativa. Come quella di comunità presente in paese, Perano nel cuore. O come la cooperativa sociale Aida, di Lanciano, pronta a entrare nel Progetto Nocciola con 70 ettari da coltivare tra Lanciano, Ortona, San Vito e magari la stessa Perano. (s.so.)
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