«Noi come Mussolini? Grottesco E con lui sono spariti i podestà»

14 Maggio 2021

CHIETI . «Pur non sentendoci minimamente destinatari delle dichiarazioni del prefetto di Chieti ne restiamo basiti. Mai prima d’ora ci era capitato di leggere dichiarazioni tanto incaute da parte di...

CHIETI . «Pur non sentendoci minimamente destinatari delle dichiarazioni del prefetto di Chieti ne restiamo basiti. Mai prima d’ora ci era capitato di leggere dichiarazioni tanto incaute da parte di un rappresentante del governo sul territorio». Così Sara Marcozzi, capogruppo M5S in Regione reagisce alle esternazioni del prefetto sulla campagna vaccinale.
«Paragonare a Benito Mussolini chi legittimamente denuncia oggettivi disagi e malfunzionamenti e ne chiede la pronta risoluzione ci appare grottesco», continua, «il prefetto parla di “polemiche pretestuose che vengono messe fuori ad arte” forse ignorando le decine di segnalazioni che arrivano quotidianamente sui disagi vissuti dai cittadini che si recano a vaccinarsi a Chieti. Ci chiediamo a chi siano rivolte le dichiarazioni dettate dalla “delusione e rabbia” del prefetto e alla sua delusione rispondiamo con il nostro disappunto nel constatare che i tanti disagi vissuti a Chieti non si verificano nella vicina Pescara, dove la macchina dell’organizzazione della campagna vaccinale procede spedita e senza intoppi. Se il problema fosse davvero riconducibile alla mera mancanza di volontari, noi offriamo immediatamente la nostra disponibilità - qualcuno di noi peraltro, già lo fa -, sarebbe anche una buona opportunità per verificare il rispetto delle priorità. Ad ogni modo», conclude Marcozzi, «su una cosa siamo d’accordo con il prefetto: per fortuna chi pontifica dal balcone non c’è più e - aggiungiamo noi - non ci sono più neanche i suoi podestà».
Interviene anche la consigliera regionale M5S Barbara Stella: «Mi meraviglia che il prefetto sia intervenuto nel dibattito politico con considerazioni di carattere personale. Le “chiacchiere pretestuose”, come pare le abbia definite lui, nascono dalle denunce e dalle segnalazioni dei cittadini che per molti giorni si sono ritrovati in code interminabili davanti al PalaUda». Anche Stella annuncia un’interrogazione in Regione sul PalaUda. «Il dovere del politico», continua, «qualora vengano riscontrati dei disservizi è quello di intervenire e io l’ho fatto. Al contrario, non ascoltare i cittadini, di cui molti anziani, costretti a lunghe ore di attesa e catalogare queste vicende come “polemiche pretestuose” è proprio ciò che politici e i servitori dello Stato non dovrebbero fare. Le criticità di questa campagna vaccinale ci sono state e sono sotto gli occhi di tutti e io come altri le abbiamo semplicemente messe in evidenza, nell’ambito delle nostre prerogative». (a.i.)