«Noi commercianti penalizzati dalla Ztl»

Guadagni scesi del 30% e i clienti hanno paura delle multe
LANCIANO. Caos nella gestione, segnaletica poco leggibile, clienti che girano al largo per evitare multe e incassi scesi almeno del 30%. La Ztl così come è stata concepita, e soprattutto gestita, dall’amministrazione comunale, alla maggior parte dei commercianti di Borgo e Lancianovecchio non piace. E la voce sconsolata degli esercenti, che cercano con le proprie botteghe di reggere il confronto con i centri commerciali, non è più isolata. Anche i residenti, soprattutto al Borgo, cominciano a storcere il naso alle limitazioni. A nessun residente va giù, poi, di dover pagare ancora una volta il pass per tornare a casa propria. Crisi del commercio, negozi sempre più vuoti anche a causa della Ztl tanto che, alcuni esercenti di Lancianovecchio, l’hanno cambiata in Zcl: “zona a commercio limitato”. «La crisi si è acuita con la Ztl», dice Elisabetta Gaeta del negozio di oggettistica e bomboniere Ega, «perché spinge molti clienti a non passare lungo corso Roma per evitare multe salate. Occorre maggiore chiarezza: visto che la Ztl resterà, malgrado maggior parte di commercianti e residenti sia contraria, è necessario che vengano posti subito i nuovi segnali luminosi. E non vanno più cambiati gli orari». «La Ztl è penalizzante per i commercianti», aggiunge Gabriele Cotellessa, parrucchiere, «gli orari di chiusura sono da rivedere visto che dalle 14 alle 16 perdo due ore di lavoro con la chiusura della strada, che è rovinata e ha una illuminazione scadente. Da quando hanno tolto i semafori, poi, piovono lamentele anche da parte dei residenti». «Così si spingono le persone verso i centri commerciali», aggiunge Tiziana De Meis del negozio di scarpe Ippocampus, «dove trovano parcheggi e strade larghe. Noi piccoli commercianti siamo una minoranza che, viste anche le limitazioni, deve soccombere. Qui non si passa a piedi mentre passando con le auto almeno hai visibilità, si vedono le vetrine. Senza, sei costretto a chiudere». Parere condiviso da Rita Stella, storica fruttivendola del Borgo. «Ho questo negozio da 60 anni», dice, «e una crisi così non l’ho mai vista. La Ztl? Spinge verso i centri commerciali, dipendesse da me la toglierei». E le sue parole animano anche un paio di clienti. «Hanno chiuso un’arteria di Lanciano», dice una residente, «e non hanno risolto il problema parcheggi. Dietro il monumento, a Santa Chiara, chiudono il parcheggio e fanno caricare le macchine. Non capisco perché, dopo gli orari scolastici, non possano lasciarlo aperto ai residenti». «La Ztl mi ha tagliato gli incassi del 30%», precisa Claudio Antonelli del bar a Santa Chiara, «e io sono all’inizio della via. La gente scappa e se ha dubbi nel leggere la minuscola segnaletica, non passa». «Servono i segnali luminosi», rincara Marina Trivilino della “Merceria Del Borgo”, aperta negli anni ’40 dalla nonna, «e fermezza nelle decisioni. Non cambi continui che confondono la gente». Gli incontri organizzati dall’assessore Francesca Caporale con gli esercenti non hanno placato le polemiche. «Dal Comune dicono che hanno chiuso il quartiere per la sicurezza dei pedoni», dice Antonino Biundo della tabaccheria di via Dei Frentani, «ma non è così. Per come è concepita non vediamo l’utilità della Ztl. A Torino, dove ho vissuto, partita la Ztl i commercianti hanno iniziato una rivolta, ora invece tutti i quartieri attorno vogliono farvi parte, perché? Perché l’amministrazione ha lavorato sui servizi, fatto parcheggi, agevolazioni fiscali, incentivato il commercio. Qui invece è il caos, e l’unico parcheggio ha un ascensore che funziona con gli orari comunali, ovvero la mattina e due pomeriggi a settimana». Poi lamenta, con altri, la pessima gestione della Ztl: prima la sperimentazione, poi l’entrata in vigore, i semafori messi e poi tolti. «Qui le attività hanno chiuso tra lavori e Ztl», dice Paola Maugeri della Caffetteria Fenaroli, «bisognava prima riqualificare la zona, portare negozi, attività, manifestazioni. E poi attivare la Ztl, che aprendo alle 9 ci blocca fornitori e attività visto che apriamo ore prima. La chiusura alle 20, invece, taglia di netto l’asporto e gli aperitivi». Inoltre entro il 30 aprile bisogna rinnovare i pass che scadono, pagando 32 euro di marche da bollo e allegando le copie di ben cinque documenti diversi.

