«Noi malati di sclerosi abbandonati dalla Asl»

23 Marzo 2015

Lo sfogo di tre pazienti costretti da anni sulla sedia a rotelle: nell’ultima visita la commissione dell’azienda sanitaria ha deciso di tagliare le ore di riabilitazione

LANCIANO. Stando ai documenti che mostrano a “Il Centro” la loro condizione di salute non è migliorata, eppure la commissione medica della asl ha deciso che tre pazienti costretti sulla sedia a rotelle, possono passare dalla riabilitazione semiresidenziale, che prevede trattamenti giornalieri per più ore al giorno, a quella ambulatoriale fatta tre volte a settimana per 45 minuti a seduta. «Vogliamo capire perché dobbiamo essere trattati come oggetti» dicono Vincenzo D’Urbano e Carlo Nasuti a nome anche di un altro paziente che era con loro a Chieti per la visita medica «perché nessuno si cura di noi e si guarda solo al portafoglio. Perché noi, nella decisione della commissione Asl di spostarci dalla riabilitazione semiresidenziale a quella ambulatoriale, vediamo solo la necessità di risparmiare. Torneremo a fare riabilitazione solo tre volte a settimana per 45 minuti anzichè tutti i giorni per ore. Se la faremo, visto che le liste di attesa per fare riabilitazione nell’unica struttura di Lanciano che la fa in regime ambulatoriale, ossia il Santo Stefano, conta circa 200 persone». Sono sconcertati dalla decisione della commissione medica e dal fatto che rischiano così di vedere vanificati sforzi di mesi, attività fatta con fatica per recuperare un po’ di tono muscolare, o evitare di peggiorare. «Evidentemente è avvenuto un miracolo e non me ne sono accorto» ironizza Vincenzo «sono guarito dalla sclerosi multipla e da altre patologie che ho da anni senza accorgermene visto che per la Asl posso passare alla riabilitazione ambulatoriale. Eppure sul referto della visita dell’Unità di valutazione multidimensionale (Uvm) a cui sono stato sottoposto c’è scritto che il “quadro è sostanzialmente stabile al precedente controllo”. Quindi mi chiedo: se al precedente controllo sono stato ammesso alla semiresidenzialità,anzi addirittura spostato dalla riabilitazione ambulatoriale alla semiresidenziale, perché ora, se sono stabile mi viene tolta? Io, ma come me ce ne sono altri, passo da 240minuti al giorno, 5 giorni su 7, di riabilitazione a Villa Giulia, ai 45 minuti per tre volte a settimana al Santo Stefano. E bisogna considerare che ci metto 30 minuti solo per salire sul lettino». «Anche io come altri lavoro sodo dal lunedì al sabato per ore, per riuscire ad alzarmi dalla sedia a rotelle» gli fa eco Carlo «ora invece spostandomi in regime ambulatoriale mi fanno praticamente buttare alle ortiche il lavoro fatto. Mercoledì terminerò le sedute che faccio da quasi due anni, ma non inizierò subito quelle ambulatoriali perché al Santo Stefano mi hanno detto che ci sono centinaia di persone in lista e devo aspettare. Senza cure continue i muscoli si atrofizzeranno di nuovo. Non è questa la sanità. Non si curano i malati badando solo a risparmiare».

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA