«Noi, scampati all’attentato» Il racconto dei turisti frentani

VASTO. Loro non hanno sentito gli spari, nè assistito al fuggi fuggi generale ma hanno visto il terrore negli occhi dei loro compagni di viaggio quando sono tornati sulla nave della Msc crociere...
VASTO. Loro non hanno sentito gli spari, nè assistito al fuggi fuggi generale ma hanno visto il terrore negli occhi dei loro compagni di viaggio quando sono tornati sulla nave della Msc crociere dopo una escursione a Cartagine. Nel gruppo di persone partite qualche giorno fa da Civitavecchia per una crociera di una settimana nel Mediterraneo c’erano anche due coppie dell’area Vastese-Frentana: Irene Lalla e il marito Giuseppe Di Giacomo, di Liscia, Angiolino Franchella e Sandra Ioannisci di San Buono, Pasquale Napolano e famiglia di Mozzagrogna. I quattro, insieme a un gruppo di amici, sono scampati al dramma per miracolo. O forse per fortuna.
«Una casualità», dice Di Giacomo. «L’escursione Tunisi-Museo era affollata. Al punto che abbiamo optato per l’escursione Tunisi-Cartagine. È stata la nostra salvezza», dichiara l’uomo. I quattro sono risaliti sulla nave due ore dopo l’attentato. «Non ci siamo accorti subito di quello che era successo. Sono stati alcuni amici dall’Italia ad avvisarci. Sulla nave nessuno diceva niente. In Italia arrivavano, invece, notizie allarmanti. La figlia di un nostro amico ha cominciato a tempestarci di telefonate. Abbiamo appreso così quello che era successo Tunisi».
L’attentato è costato la vita a 9 persone, 12 i feriti e sei i dispersi. La crociera si è trasformata per molti in un incubo. L’attentato ha provocato tanta angoscia fra i croceristi. «Riuscire a capire che cosa fosse accaduto non è stato facile. Abbiamo appreso molti particolari dagli amici e dai parenti che ci chiamavano per sapere come stavamo», racconta la comitiva abruzzese. La paura c’è stata anche se al momento della tragedia loro erano lontani dalla nave. Dopo l’attentato molti croceristi hanno deciso di interrompere la vacanza. La coppia di Liscia e i loro amici di Mozzagrogna hanno invece deciso di terminare il viaggio nel Mediterraneo. Ieri hanno fatto scalo a Barcellona. «Attraverso il Centro vogliamo rassicurare chi ci vuole bene. Stiamo tutti bene e anche se la preoccupazione è innegabile nessuno di noi è rimasto coinvolto». (p.c.)
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