«Noi sfrattati per il concerto di Jovanotti»

28 Maggio 2022

Due attività della Marina “costrette” a trasferirsi vicino alla Bagnante, ma pende il ricorso al Tar

VASTO. Sfrattati dal Comune per non intralciare il concerto di Jovanotti, hanno deciso di scrivere al musicista. Davide D'Ottavio e Ferdinando Sarchione, i titolari delle due storiche attività di ristorazione della riviera, hanno ricevuto lo sfratto alle 23 di giovedì. Peccato che l'area assegnata in cui avrebbero dovuto trasferirsi, non è autorizzata. «Quaranta famiglie», spiega D'Ottavio, «sono rimaste senza lavoro e non sanno quando potranno lavorare. Questo Jovanotti non lo permetterebbe mai. È giusto che lo sappia e glielo faremo sapere». I due commercianti si sono rivolti intanto a un legale, l'avvocato Giuseppe Gileno, che ha presentato ricorso al Tar annunciando battaglia.
Il sindaco Francesco Menna si dice stupito dal loro atteggiamento. «Apprendo con stupore della presa di posizione delle due attività ma non mi meraviglio che, tramite i loro legali, abbiano fatto ricorso e denunce contro l’amministrazione. La zona che occupano è classificata dal Piano del demanio marittimo come zona di rigenerazione naturalistica e non destinata al commercio a posto fisso. In quell’area d’estate bisogna garantire l’ingresso al mare della guardia medica turistica e la pulizia di Fosso Marino. Bisogna anche garantire uno dei concerti più belli previsti in Abruzzo: quello di Jovanotti».
Si schierano con D’Ottavio e Sarchione, i consiglieri di minoranza Guido Giangiacomo, Antonio Monteodorisio, Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Giuseppe Soria. «Questa vicenda ha dell’incredibile», dicono, «ieri mattina si è presentata la polizia locale e una ditta individuata dall’amministrazione con l’intento di sgombrare le due attività commerciali. Una prova di forza che non condividiamo. C'è un ricorso al Tar presentato dai ristoratori che deve ancora concludersi».
D'Ottavio e Sarchione giovedì in tarda serata si sono visti recapitare tramite Pec dall’ufficio commercio una richiesta al Suap di revoca dell'autorizzazione appena rinnovata e valida fino 2032. Il Comune ha individuato una nuova destinazione vicino alla Bagnante, senza munire l’area delle infrastrutture e senza rilasciare le autorizzazioni per lo svolgimento delle attività. «La zona in cui sono stati trasferiti», dice la minoranza, «ricade in un vincolo paesaggistico che richiede le autorizzazioni da parte della Soprintendenza e che non ci sono». (p.c.)
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