Nomina della Di Pietro, blitz della Finanza alla Asl e in Regione

CHIETI. Il blitz della Guardia di Finanza alla Asl di Chieti e all’assessorato regionale alla Sanità si è consumato senza clamore. Nel mirino della Corte dei Conti d’Abruzzo è finita la nomina di...
CHIETI. Il blitz della Guardia di Finanza alla Asl di Chieti e all’assessorato regionale alla Sanità si è consumato senza clamore. Nel mirino della Corte dei Conti d’Abruzzo è finita la nomina di Sabrina Di Pietro a direttore amministrativo della Asl teatina. Ad innescarlo è stato un esposto del consigliere regionale Mauro Febbo secondo il quale è una nomina illegittima.
«Dopo una mia denuncia pubblica», ha ricordato l’esponente di Forza Italia che ricopre il ruolo di presidente della Commissione di vigilanza, «e dopo aver presentato un’ interpellanza al presidente Luciano D’Alfonso, non essendo stato revocato l'incarico, ho provveduto a presentare un esposto alla Procura di Chieti e alla magistratura contabile». Per il forzista, la dirigente Asl, che peraltro è impegnata in prima persona nella definizione del project financing Maltauro per il nuovo ospedale, non evrebbe i requisiti per la qualificata ricoperta.
I documenti inviati in procura e alla Corte dei conti partono dalla legge che detta questi requisiti: laurea in discipline giuridiche o economiche, essere al di sotto dei 65 anni e aver svolto per almeno cinque anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione. Laureata in giurisprudenza a Teramo, la Di Pietro ha inserito nel curriculum, per soddisfare l’ultimo criterio richiesto dalla normativa, la direzione, dal 1997 al 2002, dell’ex Onpi di Caprara a Spoltore, struttura definita «socio sanitaria per anziani autosufficienti e non». Per Febbo, però, tale struttura non è un ente socio-sanitario accreditato, ma una semplice casa di riposo che svolge attività socio-assistenziale, non socio-sanitaria, come richiesto dalla legge. «L’ex Onpi», scrive Febbo nell’esposto, «non ha mai svolto, neanche nel passato, attività socio-sanitaria e non risulta mai essere stata accreditata, o aver fatto richiesto di accreditamento, per lo svolgimento di questo tipo di attività». Inoltre, afferma, gli 80 posti letto dell’ex Onpi la pongono al di sotto dei requisiti propri di “strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione”.
Ma, stando ad alcune indiscrezioni trapelate sul blitz delle Fiamme Gialle, sembra che queste si siano particolarmente concentrate su un parere, chiesto a un noto studio legale, riferito alla legittimità della nomina e quindi ai requisiti posseduti dalla Di Pietr, e risultato decisivo, pur non essendo stato richiesto dalla Regione ma dalla stessa parte in causa. Si tratta però solo di un’indiscrezione. (a.i.)

