«Non andrò in aula non voglio vederli»
«Non andrò in tribunale. Non voglio vederli. Mi aspetto però giustizia». È sempre pacato e misurato nelle parole il medico Carlo Martelli, aggredito e pestato assieme alla moglie Niva Bazzan da una...
«Non andrò in tribunale. Non voglio vederli. Mi aspetto però giustizia». È sempre pacato e misurato nelle parole il medico Carlo Martelli, aggredito e pestato assieme alla moglie Niva Bazzan da una banda di romeni entrata nella loro villa all’alba del 23 settembre per rapina. «Non abbiamo avvocati e non ci costituiremo parte civile in udienza», dice ancora il chirurgo, che sorprende chi non lo conosce visto che gli estremi per il risarcimento ci sono tutti, ma a loro non interessa. «Ci fidiamo della procuratrice», riprende, «è lei che ci difenderà e mi sarebbe piaciuto conoscerla. Non andrò lunedì per non creare confusione, perché non voglio rivedere quei volti che a stento ho visto quella notte, e per non entrare in una spirale di ricordi pensando all’udienza e a quella notte di violenza inaudita che è difficile descrivere. È accaduto e spero non accada mai più. A nessuno. Poi ci siamo o non ci siamo non cambia l’esito del processo, dove saranno portate prove e ci sarà un giudice a decidere». Ha fiducia nella giustizia il medico che assieme alla moglie non ha mai espresso parole di rabbia o vendetta. Martelli e la moglie sono stati premiati come “Famiglia Anffas 2018” con questa motivazione: «Per aver saputo distinguersi per dignità ed equilibrio riscontrando un unanime consenso dell’intera nazione e contribuendo anche a rafforzare l’immagine positiva di tutte le famiglie Anffas». Queste le parole di Martelli dopo la consegna del premio: «Non abbiamo aggiunto violenza alla violenza né male al male, abbiamo accolto invece il bene che, subito dopo l’aggressione, è arrivato». (t.d.r.)

