Non c’è l’accordo Il Chieti può fallire prima di Natale

6 Dicembre 2016

I creditori non accettano la proposta del patron Giacomini che getta la spugna: vado via. Partita con la Jesina a rischio

CHIETI. La Chieti Calcio rischia di non arrivare a Natale. Il fallimento è alle porte. Terminata la fase istruttoria, si attende la sentenza del tribunale civile di Chieti che arriverà in tempi brevi. Ieri mattina si è svolta l'udienza pre fallimentare, durata appena dieci minuti, giusto il tempo per sedersi intorno a un tavolo davanti al giudice Nicola Valletta, che ha rimesso il giudizio al collegio, composto da altri due magistrati. Il presidente del Chieti, Mauro Giacomini, non si è presentato: ha mandato un certificato medico. La società neroverde è stata rappresentata dal legale Lorenzina Iezzi, che ha chiesto il rinvio dell'udienza. La richiesta, però, è stata respinta dal giudice. Il destino del Chieti è in mano a tre creditori, con i quali la società non ha trovato un accordo per il pagamento del proprio debito che Giacomini vorrebbe rateizzate. Per evitare il fallimento, quindi, il Chieti può solo sperare nella desistenza dei creditori che, però, vogliono andare fino in fondo. Il futuro, dunque, sarebbe segnato: il Chieti rischia il secondo fallimento nel giro di dieci anni. Il maggior creditore è l'ex vice presidente neroverde Walter Costa, presente ieri all'udienza insieme al suo avvocato Donato Cocco, che ha presentato istanza di fallimento per recuperare circa 70mila euro prestati alla società e mai restituiti. Hanno chiesto il fallimento del Chieti anche la Satam, azienda che opera nel settore del trasporto pubblico locale, e Ciaotickets, società che si occupa dei servizi per la biglietteria. La prima, rappresentata dall'avvocato Maria Alessandra Di Censo, ha un credito superiore ai 20mila euro. La seconda, difesa dal legale Francesco Di Tonto, avanza circa 14mila euro. «Non ci sono alternative al fallimento», spiega l'avvocato Cocco all'uscita dal tribunale. LA RESA DI GIACOMINI. «Aspetto la decisione del giudice ma in ogni caso io vado via perché non ci sono più le condizioni per andare avanti», annuncia il presidente neroverde, che esclude la possibilità di pagare in extremis i creditori. «Lascio tutto, avrei dovuto farlo già prima. Avrei lasciato anche senza questa vicenda giudiziaria. Non ha senso continuare a fare calcio quando non posso nemmeno farmi vedere in città, dopo che ho ricevuto una lettera anonima di minacce contenente un proiettile».

Da ieri è partita una bomba ad orologeria: se nessuno riuscirà ad evitare il fallimento del Chieti prima di Natale, si prevedono guai giudiziari anche per chi ha gestito la società negli ultimi due anni. «Chi mi ha preceduto avrà sicuramente più responsabilità di me», risponde Giacomini. «Non ho mai ricevuto i libri contabili della società, nonostante le lettere mandate ai vecchi amministratori. Io sono tranquillo, ho parlato con i miei avvocati e non rischio nulla». La squadra concluderà il campionato? «Fino a quando il giudice non dichiarerà il fallimento, il Chieti scenderà in campo. Dopo la sentenza, saranno altri a doversi preoccupare delle vicende sportive della città». L'allenatore Alberto Mariani, invece, ha dichiarato che il Chieti potrebbe non scendere in campo giovedì con la Jesina. L'ATTESA DEI TIFOSI. In tribunale c'erano anche una ventina di ultras neroverdi appartenenti al gruppo organizzato 89 Mai Domi, che davanti all'ingresso hanno esposto uno striscione con la scritta "Liberateci dal male". Qualche giorno fa, i ragazzi della curva Volpi avevano esposto un altro striscione all’Angelini, contestando la decisione della società di portare la squadra ad allenarsi a Grottammare. Ma l'agonia del Chieti, tra risultati umilianti sul campo e questioni giudiziarie, sta per finire.