«Non picchiò la ex», assolto dopo tre anni

8 Febbraio 2018

Finisce l’incubo per un 45enne di Lanciano: cadono le accuse di lesioni e tentata violenza sessuale

LANCIANO. È innocente il 45enne di Lanciano finito a processo per maltrattamenti in famiglia, tentata violenza sessuale nei confronti della moglie e alla presenza del figlio di 7 anni, lesioni e mancato versamento degli alimenti. Il collegio (presidente il giudice Andrea Belli, a latere Giovanni Nappi e Stefania Cantelmi), ha assolto l’uomo con formula piena: il fatto non sussiste. La moglie si era inventata tutto. Accuse infamanti, gravi, che l’uomo ha sopportato per anni, visto che il fascicolo a suo carico si è aperto nel 2014 e che nel 2015 sono iniziate le udienze penali. «È stato dipinto come un mostro», commenta l’avvocato dell’uomo, Rachelina Martelli, «ha sopportato accuse gravi da innocente. E i giudici lo hanno capito. Con l’assoluzione giustizia è stata fatta».
A trascinare l’uomo in tribunale è stata la ex moglie che, però, dopo aver denunciato il marito per averle reso la vita un incubo per sei anni -dal 2008 alla separazione nel febbraio 2014- ha poi ritirato la querela. Ma i reati contestati erano talmente gravi che la Procura ha proceduto d’ufficio. Nel corso del processo le varie accuse sono pian piano cadute e sono state chiarite fino a che lo stesso sostituto procuratore Serena Rossi è arrivata a chiedere l’assoluzione con formula piena del 45enne. Nessun maltrattamento, violenza psicologica o fisica da parte dell’ex marito alla moglie. Persino la tentata violenza sessuale, il tentativo di avere un rapporto orale davanti al figlio di 7 anni, non era vera.
E anche i due certificati medici prodotti dalla donna (risalenti al gennaio e al febbraio 2014 durante la separazione), che parlavano di ecchimosi al braccio, avevano una spiegazione diversa dalla violenza. In aula è emerso che l’uomo aveva sorpreso la moglie mentre chattava al computer con l’amante e per prenderle il pc le avrebbe preso il braccio e l’avrebbe strattonata, provocandole dei lividi. In questo caso i giudici hanno sentenziato il «non luogo a procedere» nei confronti del 45enne per la remissione di querela della donna. Crollata anche l’accusa di non aver versato gli alimenti di fronte alle fatture delle bollette pagate dall’uomo, alle ricevute di versamenti fatti dal 45enne e ai filmati che lo ritraevano mentre dava i soldi alla ex. Come evidenziato dall’avvocato Martelli «i fatti hanno dimostrato l’infondatezza delle accuse» e l’uomo è stato assolto con formula piena. (t.d.r.)
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