Palmoli

Non più bambini del bosco: oggi sono in semilibertà

2 Settembre 2026

Non giriamoci troppo intorno: la montagna ha partorito il topolino. L’editoriale del direttore 

PALMOLI. Non giriamoci troppo intorno. La montagna ha partorito il topolino, i bambini del bosco restano ancora una volta chiusi nella casa famiglia di Vasto che è diventato di fatto il loro luogo di custodia. E – tecnicamente – persino luogo di reclusione. Cosa direste infatti di una richiesta e di un dispositivo vagliati all’ultimo giorno utile, ovvero l’ultimo giorno prima di un trasferimento a Perugia della ormai ex presidente del tribunale Angrisano (già previsto da mesi)? Come giudicate il fatto che in tutta l’estate, al contrario di tutti gli altri bambini della scuola che attende i fratelli Trevallion, questi piccoli non hanno visto riconosciuto il diritto ad un solo (dico: neanche uno!) sparuto giorno di ferie? Zero vacanze con la famiglia. E anche zero possibilità di ricorso, per la stessa famiglia, grazie a questo sapiente, ma deprimente lavoro di temporeggiamento che ha “bruciato” tutta l’estate. Complimenti.

Il tanto sbandierato “percorso di reinserimento” nella legittima famiglia non ha date certe. Non ha vincoli. E adesso si potrebbe anche aggiungere: non ha più alibi, neanche teorici. Perché nel dispositivo (finalmente, almeno questo) le altre condizioni di inadempienza genitoriale sono tutte cadute. Per forza: tranne la richiesta dello studio parentale (che però non è un abuso, ma una opzione prevista da una legge dello Stato!), i Trevallion hanno accolto tutte le richieste. Eppure non tornano, i bambini, perché questo dispositivo dice: non potranno mai dormire a casa con i genitori per un mese. Poi potranno ottenere (possibilità, non diritto) la concessione discrezionale di qualche weekend.

Domanda: perché? Se è vero che il percorso è monitorato, e che potrebbe essere revocato in qualsiasi momento, perché far iniziare la scuola a Vasto (casa famiglia) se in linea teorica a dicembre potrebbero tornare a casa? Perché sembra normale farli ricominciare tutto da capo? Oppure perché si immagina che alla fine resteranno li? Ancora una volta dobbiamo scriverlo. Tutto questo accanimento non colpisce i genitori. Colpisce i bambini. Che da oggi sono come quei carcerati che devono tornare in cella ogni sera, anche quando hanno diritto ad uscire di giorno: non sono più bambini del bosco. Sono bambini in semilibertà. Anche se non devono espiare nessuna colpa.

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