«Non vogliamo l’esproprio» I tecnici Terna vanno via

Giornata di relativa calma ieri a Villa Pasquini dopo i tafferugli a Sant’Onofrio Costole rotte a un dipendente della ditta dei tralicci. Prime denunce della polizia
LANCIANO. Nessuna immissione in possesso ieri mattina da parte della società Terna nei terreni tra le contrade di Villa Pasquini e Sant’Onofrio dove i proprietari si sono rifiutati di concedere la servitù di passaggio per collegare fili e cavi elettrici dell’elettrodotto Villanova-Gissi. Dopo quanto accaduto mercoledì, in un presidio dai toni esasperati e ad alta tensione, scaturito in denunce e feriti medicati in ospedale, le parti sono tornate a parlare con toni più pacati. Massiccia è stata soprattutto la presenza delle forze dell’ordine con l’arrivo dei vertici del commissariato di polizia, carabinieri e anche di una pattuglia di vigili urbani.
LA TRATTATIVA. A gestire l’incontro tra le parti, i proprietari di un terreno sulle colline di Villa Pasquini e i tecnici di Terna, sono state le forze dell’ordine. Il dilemma operativo e giuridico che si presenta ad ogni tentativo di immissione in possesso da parte della società sui terreni coinvolti da espropri è infatti se Terna possa forzare o meno l’immissione, entrando in una proprietà privata senza l’autorizzazione del proprietario. Terna sostiene di poter entrare in possesso dei terreni anche senza consenso grazie alle autorizzazioni ministeriali ottenute per l’opera infrastrutturale. Ma i proprietari fanno appello alle numerose diffide inoltrate alla società e alle varie cause giudiziarie ancora in corso. Ieri il dirigente della polizia ha stabilito che per poter entrare in un terreno in cui il proprietario si oppone c’è bisogno di un’autorizzazione giudiziale. Un organo superiore che stabilisca il rispetto della legge. A Terna non è rimasto dunque che compilare un verbale riguardo l’immissione non avvenuta in uno dei terreni e dirigersi in altre proprietà dove l’autorizzazione era stata invece concessa. «Il proprietario può opporsi per due ragioni», spiega Antonio Di Pasquale, perito di numerosi titolari di terreni coinvolti nel progetto, «perché il decreto di immissione è illegittimo, visto che contiene un falso ovvero il fatto che gli atti di immissione di Terna non sono stati correttamente e integralmente riportati sugli albi pretori di alcuni comuni, e in forza dell’articolo 23 del decreto unico sugli espropri. È la legge che parla, non Terna».
LE DENUNCE. Intanto ieri mattina è stato denunciato uno dei manifestanti del presidio a Sant’Onofrio, U.B., 51 anni, di Pescara, per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. Anche le associazioni, proprietari del terreno e ragazzi accorsi per sostenere la famiglia Del Bello coinvolta dall’immissione in possesso di mercoledì pomeriggio, stanno presentando una denuncia congiunta per lesioni e violenza privata. Ieri tre tecnici Terna si sono fatti refertare in ospedale: uno presenta la frattura delle costole. Anche Franca Colanero è andata in ospedale per una prognosi iniziale di 8 giorni. La donna, vittima di una caduta, dovrà sottoporsi ad altre visite ortopediche. La polizia ha preso in carico numerose registrazioni, il cui contenuto è stato considerato soddisfacente, che saranno sottoposte all’autorità giudiziaria.
I COMMENTI. «Doveva essere una manifestazione pacifica», racconta Maria Paola Di Sebastiano, della rete “No elettrodotto”, «e invece si è trasformata in una scena drammatica. Nella calca la signora Franca e Di Pasquale hanno rischiato di rimanere schiacciati e perfino noi che siamo accorsi in loro aiuto non riuscivamo a respirare. La sensazione è che si sia voluto alzare i toni, spingere la protesta alla violenza. Ma non cederemo a questa provocazione».
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