Nonno ucciso in casa dal nipote «Io volevo andare in comunità»

11 Luglio 2022

Nell’incontro con il suo avvocato, il 15enne arrestato ha detto di non ricordare nulla dell’accaduto Forse una porta rotta all’origine della tragedia. Oggi l’interrogatorio davanti al giudice dei minori

BUCCHIANICO . «Non ricordo quello che è successo». Si è limitato a pronunciare queste poche parole il 15enne con problemi psichiatrici accusato di omicidio volontario aggravato dopo la morte del nonno, Guido Rodolfo Sulpizio, 78 anni di Bucchianico, che non è sopravvissuto alla scarica di colpi inferti su di lui e ripresi con il telefonino da chi lo stava uccidendo. Ieri pomeriggio il giovane, arrestato e ricoverato nel reparto di psichiatria del policlinico di Chieti, ha incontrato il suo avvocato, Roberto Di Loreto, alla vigilia dell’udienza di convalida dell’arresto e l’interrogatorio davanti al giudice del tribunale per i minorenni dell’Aquila Cristina Tettamanti. Di fronte al legale, il ragazzo non ha raccontato nulla di quello che è accaduto venerdì pomeriggio in un’abitazione di contrada Costa Cola. Solo oggi deciderà se dare la sua versione dei fatti. Ma ha confermato che non avrebbe avuto nulla in contrario al collocamento in un’idonea struttura terapeutica. Anzi, in più occasioni avrebbe chiesto sul completamento della procedura.
Secondo quanto ricostruito, infatti, lo scorso 14 aprile, quasi tre mesi prima del delitto, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva affidato il 15enne al Servizio sociale di Bucchianico, in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile, per una rivalutazione e il successivo collocamento in una struttura terapeutica a regime semi residenziale, se reperibile, oppure a regime residenziale. I giudici, infatti, alla luce dell’aggressività mostrata dal ragazzino, avevano ritenuto impossibile la gestione da parte dei nonni materni, ai quali era stato precedentemente affidato per il difficile contesto familiare in cui viveva. Al tempo stesso, il tribunale aveva disposto che gli incontri con i parenti stretti avvenissero in modalità protetta. Come tutore provvisorio era stato nominato il sindaco di Bucchianico e come curatore speciale un avvocato. Ma il ragazzino, fino al giorno dell’omicidio, ha continuato a stare con i nonni.
Ora la stessa nonna è provata da quanto accaduto. Potrebbe esserci una porta rotta alla base della tragedia. Lei ha raccontato di essere salita al piano di sopra, dove c’era il nipote, sentendo dei rumori. Lui ha iniziato a spintonarla e il marito è intervenuto in suo soccorso: in quel momento il 15enne lo ha aggredito. Calci e pugni, colpi inferti con due sedie e un aspirapolvere, un crescendo di violenza fuori controllo che, quasi 13 ore dopo, ha portato il 78enne alla morte. Il pm che coordina le indagini dei carabinieri della stazione di Bucchianico e della compagnia di Chieti è Lorenzo Maria Destro. Ulteriori risposte potranno arrivare dall’autopsia che verrà affidata stamattina al medico legale Gabriele Margiotta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA