Nove Comuni senz’acqua I sindaci contro la Sasi

29 Giugno 2019

Continuano le chiusure nel Frentano e nel Vastese, nuove sospensioni anche oggi Muratelli, Tiberini e Verratti: ripristinate il normale afflusso al serbatoio di Altino

ALTINO . Sindaci in rivolta contro la Sasi: no a questo tipo di “sospensione” dell’erogazione idrica. «Non è più il tempo di aspettare e di rimandare il problema che è stato da tempo evidenziato e rispetto al quale una soluzione strutturale e definitiva va certamente trovata», affermano i sindaci. A nulla sono valse le riunioni, le promesse, le prese di responsabilità: tutto resta come prima in un déjà-vu sinceramente preoccupante. L’emergenza si acuisce durante l’estate ma non è assente negli altri periodi dell’anno. Queste sono state le chiusure di ieri, dalle 22 alle 6: Altino (Selva), Archi (Piane d'Archi), Atessa (Piazzano, Saletti, zona industriale, via degli Orti), Casalbordino, Castel Frentano, Lanciano (Villa Romagnoli), Ortona (San Leonardo), Paglieta, Sant’Eusanio (Tori, Castello, Brecciaio). Oggi ci saranno altre chiusure e così nei prossimi giorni. «Ho comunicato alla Sasi la netta contrarietà a questo provvedimento», afferma il sindaco di Altino Vincenzo Muratelli che aggiunge: «Ho chiesto il ripristino della fornitura di entrata al serbatoio, l’installazione di controllo di gestione in remoto (automatico) delle chiusure e la revisione oraria di chiusura, dalle 23,45 alle 5, per permettere, almeno, agli operai rientrati a casa di lavarsi e alle attività commerciali di svolgere il proprio lavoro».
Della carenza idrica si era occupato lo scorso anno anche il Comitato dei sindaci in difesa del territorio (una cinquantina di primi cittadini guidati da Atessa) senza, a quanto pare, alcun risultato utile. «Chiedo», dice Muratelli, «a nome anche dei sindaci di Casoli, Massimo Tiberini, e Sant’Eusanio, Raffaele Verratti, un incontro con il presidente e la direzione Sasi per evidenziare ancora una volta il dissenso verso questa modalità di gestione della problematica, fermo restando la profonda vicinanza e rispetto anche alle comunità e zone più sofferenti del territorio, come il Vastese, che da questi provvedimenti comunque traggono un vantaggio irrilevante e che invece andrebbero supportate da azioni e attività di progetto risolutivi della problematica. L’aspirazione di poter essere attrattori turistici e di sviluppo economico, cosa che noi sindaci tendiamo a realizzare con iniziative e impegno, si infrange davanti all’impossibilità di garantire servizi dignitosi a chi decide di vivere, visitare e fare impresa in questi nostri territori». I sindaci chiedono di «stabilire i livelli di responsabilità». «La decisione della Sasi di ridurre l’afflusso al serbatoio di Altino per potenziare la fornitura verso le zone soprattutto del Vastese, che risultano le più sofferenti», conclude Muratelli, «non può rappresentare la soluzione al problema, anzi, ne determina e ne crea ulteriori in zone che, con la fornitura normale, riuscirebbero ad avere una situazione certamente meglio gestibile. Tutti hanno diritto di poter usufruire di un servizio primario, l'uso appunto dell’acqua potabile, che va garantito».
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