Nube di gas si sprigiona dal sito contaminato

2 Novembre 2017

La scoperta del Comune nel terreno della ditta Sixty Log a Chieti Scalo Trovate sostanze tossiche a valle della fabbrica: inquinata la falda acquifera 

CHIETI. Una nube di gas che si sprigiona all’improvviso da un terreno contaminato di Chieti Scalo; un sito che, a distanza di 6 anni dalle prime analisi, è ancora inquinato da sostanze tossiche come «cloruro di vinile, dicloroetilene e dicloropropano»; una discarica che dal 2003 resta una minaccia per l’ambiente. Un documento di 5 pagine descrive il sito della ditta Sixty Log in via Penne come un’altra bomba ecologica. Il prossimo 7 novembre, a partire dalle 10, il caso sarà al centro di una Conferenza di servizi convocata in Comune nella sede di via delle Robinie. Un incontro importante tanto che il funzionario responsabile del procedimento, Mario Salsano, richiama l’Arta a non mancare alla riunione: «Si invita l’Arta di Chieti ad assicurare la presenza in Conferenza dei servizi di un proprio funzionario tecnico».
Dal 2008 il sito della Sixty è sotto osservazione insieme ai terreni dei confinanti, la Seab e la Mantini ed è inserito nel Sir di Chieti Scalo e cioè un sito di interesse regionale per l’inquinamento. Nel 2011 è stata scoperta la contaminazione della falda acquifera all’interno del sito industriale. Un inquinamento rilevante che, nel 2013, ha costretto a un intervento di messa in sicurezza d’emergenza (Mise) delle acque di falda. Attraverso la costruzione di due pozzi profondi 18 metri da cui, ancora oggi, «vengono emunte le acque di falda che in fase successiva vengono filtrate e trattate con filtri silicei e a carboni attivi, per poi essere immesse nella rete fognaria», spiega il piano di caratterizzazione del sito curato dal geologo Massimo Ranieri di Lanciano. Una messa in sicurezza che, però, non ha azzerato l’inquinamento: nell’ultimo controllo dell’ottobre 2016, dice la stessa relazione, «è emersa in generale una riduzione delle concentrazioni per tutti i contaminanti ricercati, pur evidenziandosi comunque, al confine superamenti delle Csc (Concentrazione soglia di contaminazione) che impongono di continuare con l’emungimento e il trattamento delle acque sotterranee mediante l’impianto di Pump & Treat attivato nel 2013 come azione tempestiva di Mise».
Nel frattempo, però, il Comune ha eseguito nuovi controlli su «altre aree critiche» della zona: «Tra queste», dice la relazione di Salsano, «vi sono le aree di proprietà della Sixty Log srl unipersonale situate all’esterno dello stabilimento ove è risultato il ritrovamento di gas in sede di realizzazione (interrotta) del piezometro Pz1 a cura del Comune». Significa che, durante gli scavi a una profondità di 12,7 metri, si è registrata «una improvvisa quanto inaspettata risalita di gas» dal terreno inquinato e i lavori sono stati fermati «immediatamente». Inoltre, con gli stessi controlli, il Comune ha scoperto inquinamento da cloruro di vinile anche a valle dello stabilimento Sixty: la relazione parla di «superamento delle Csc per alcuni parametri nelle acque emunte dal piezometro PAe2 realizzato in area demaniale a valle della stessa proprietà Sixty». I dati dicono che sono stati trovati valori di cloruro di vinile 8 volte oltre il limite. Di conseguenza, la ditta ha proposto «due piani di caratterizzazione», uno per l’area dello stabilimento e l’altro per la zona esterna, per «definire/individuare eventuali sorgenti di potenziale contaminazione nella zona sud-ovest dello stabilmento ex Neca-Farac (oggi Sixty Log srl unipersonale) in riferimento ai risultati delle indagini esplorative eseguite dal Comune nelle aree Sir».
Il documento parla anche della necessità di «chiusura» della discarica ex 2B esistente nel sito: la società ha presentato alla Regione un progetto in variante per chiudere la discarica non più attiva. Ora, la riunione del 7 novembre dovrà «approfondire» i piani di intervento proposti dalla Sixty.