Nuova ferrovia, in 4.320 firmano contro il progetto: «Modificatelo»

I residenti: «Opera strategica, ma non si possono abbattere i palazzi e spaccare in due la contrada» E arrivano altre lamentele dallo Scalo: «Anche noi danneggiati». Oggi il caso in consiglio comunale
CHIETI. Parte la petizione contro il raddoppio ferroviario della tratta Pescara-Roma e fa subito il botto. In pochissimo tempo tra Chieti e Manoppello sono state raccolte 4.320. L’obiettivo, dicono gli organizzatori del comitato civico Comferr presieduto da Antonio Bianchi, è arrivare a 6mila firme. La petizione non chiede il blocco del progetto, ma la modifica degli aspetti più impattanti. «Tutti sappiamo che il progetto di velocizzazione della tratta è molto importante per il territorio», dice l’ex assessore comunale Gianni Di Labio che ha subito aderito al comitato, «ma non si possono calpestare i territori. Brecciarola e Manoppello hanno un’alternativa di facile esecuzione: lo spostamento del raddoppio sulla bretella ferroviaria già esistente che arriva all’Interporto». Intanto la novità è che in città è nato un nuovo comitato contro il progetto, con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni anche le problematiche della zona di Chieti Scalo, da San Martino fino al bivio di Brecciarola. E questa mattina c'è il consiglio comunale straordinario con gli altri comuni interessati – San Giovanni Teatino, Manoppello, Alanno e Scafa – e i tecnici di Rete ferroviaria italiana collegati via web.
«I SACRIFICI DI UNA VITA»
«Mi ricordo quando da piccolo, con mio padre, abbiamo scavato le fondazioni di questa casa. Poi con gli anni abbiamo realizzato prima un piano, poi l’altro. E così via. Su questa casa ci sono i sacrifici di una intera vita». Aldo D’Urbano abita in via Sangro, la casa dove vive con la moglie e il figlio è una di quelle da abbattere. «Quando l’ho saputo, ho perso il sonno. Alla soglia di 70 anni, sentirsi dire: te ne devi andare, così, da un giorno all’altro, non è facile». Sono una ventina le costruzioni da abbattere a Brecciarola. Al di là delle demolizioni, sono tanti i problemi dell’allargamento della ferrovia: «Da me vogliono alzare un muro che mi toglierebbe spazio e visuale. E vogliono chiudere anche il sottopasso», dice Lina Di Nardo, residente di via Aventino. «Sappiamo che questo progetto è anche una grande opportunità per il territorio, ma va necessariamente modificato», dice l’ex consigliere comunale Silvio Tavoletta, dirigente tecnico della nazionale italiana paralimpica di judo per non vedenti (Fispic) e responsabile della Judo club Kodokan.
LA PETIZIONE VOLA
Sono in tanti a firmare per chiedere modifiche al progetto. Ieri a Manoppello sono stati organizzati quattro banchetti, due a Brecciarola. A impegnarsi in prima persona, nel banchetto allestito davanti al supermercato della contrada, c’erano Di Labio e Mauro Cardone. Al banchetto del bar Jolly c’era invece Roberto Sambenedetto. «Se non si cambia il progetto Brecciarola verrà spezzata in due», dice Sambenedetto, «oltre a buttare a terra le case, verranno chiusi molti sottopassi, saranno alzati muri davanti alle case, rimpicciolite strade, le persone si ritroveranno con i treni sotto le finestre, per non parlare della generale svalutazione delle costruzioni di tutto il quartiere».
UN NUOVO COMITATO
Non c’è solo Brecciarola. Ad essere danneggiata dal passaggio del doppio binario è in realtà tutta Chieti Scalo, fino a San Martino. Le esigenze di questa parte del territorio verranno portate avanti dal comitato FerroVia Chieti Scalo, rappresentato dal presidente Paola Sablone e dal vicepresidente Natascia Di Giandomenico. Il comitato chiede un tracciato alternativo che eviti di passare in mezzo a Chieti Scalo o comunque soluzioni meno impattanti. Il comitato è sorto due giorni fa ma ha già raccolto tante adesioni.

