Nuova grotta della Maiella scoperta dallo Speleo Club

23 Giugno 2015

Un chilometro di cavità esplorato anche da Cars e Lupi del Gran Sasso dopo anni di ricerche di un gruppo coordinato dal teatino Gabriele La Rovere

CHIETI. Dopo anni di ricerche e studi sugli aspetti naturalistici e antropici per la ricostruzione storica del vissuto umano della Maiella è stato scoperto un altro scorcio sotterraneo della madre delle montagne dell’Appennino. Una nuova e bellissima grotta che si apre nel comune di Roccamorice.

La prima ricognizione della cavità è stata fatta da Gabriele La Rovere, di Chieti, conosciutissimo anche perché proprietario del negozio di ferramenta alla Pietra Grossa. Lo speleologo coordina un gruppo di ricercatori dello Speleo Club Chieti, (associazione di cui lo stesso La Rovere è socio), di Cars, Lupi del Gran Sasso, con Dino Di Cecco, Pino Di Franco, Giuseppe D’Ascanio e Agostino Zaccagnini.

Dopo la prima ricognizione i componenti dello Speleo club hanno proceduto l’esplorazione profonda.

La cavità è parzialmente attiva, (significa che c’è acqua) fa parte del sistema carsico della Maiella. É una cavità che presenta uno sviluppo che si estende per circa un chilometro. La grotta di difficile percorrenza presenta notevoli meadri, in alcuni tratti è alta anche 20 metri, per questo percorribile solo da esperti. Presenta un forte concrezionamento, minerali sedimentati che formano delle incrostazioni.

Nella grotta ci sono tantissime stalattiti, stalagminti, colate, cortine, pisoliti e incrostazioni molto particolari. La scoperta della nuova grotta, sia pur frutto di anni di ricerche, non è che l’inizio di altre numerose esplorazioni che si impongono nel cammino dei componenti dello Speloclub. Infatti nei prossimi mesi verranno condotti diversi studi speleogenetici, paleontologici, biologici e di meteorologia ipogea e accurati rilievi di precisione.

Una grande scoperta che comporta nel prossimo futuro una vera e propria attività scientifica alla quale lavoreranno il Consiglio nazionale delle ricerche, le università dell’Aquila e di Bologna e altre istituzioni del settore che certamente saranno interessate. La Maiella studiata da oltre un secolo e mezzo presenta ancora ampi margini di novità sconosciuti.

Il rinvenimento sarà comunciato al Parco nazionale della Maiella e al Comune di Roccamorice.

Ricercatori e speleologi si augurano che vengano adottate urgenti misure amministrative e tecniche per la tutela la conservazione e la valorizzazione di quella che ritengono una importantissima scoperta.

Queste grotte, se opportunamente valorizzate e oggi accessibili solo a pochi, potrebbero in seguito diventare un luogo di attrazione di interesse turistico e fonte di ricchezza per la Maiella, non solo per Roccamorice ma per tutti i centri che gravitano intorno alla montagna.©RIPRODUZIONE RISERVATA