Nuova piazza San Giustino Stop alle fontane artistiche

Una perizia rivoluziona il progetto: niente più giochi d’acqua sotto la cattedrale Spariscono anche i fari da terra. Così l’amministrazione taglia 60mila euro
CHIETI. Niente più fontane ai piedi della cattedrale di San Giustino. Cambia in corsa il progetto di riqualificazione della piazza in centro e spariscono gli elementi d’arte: «Eliminazione delle due fontane ornamentali», così recita una perizia di variante approvata dalla giunta Ferrara con il cantiere già avviato da 7 mesi. Addio alle fontane del Maggio, così erano state chiamate: piazza San Giustino resta spartana. E dal 10 maggio prossimo il cantiere si allarga: via tutti i parcheggi e chiusura al traffico di via Pollione, via dell’Arcivescovado e via Chiarini.
NIENTE FONTANE La perizia di variante, firmata dalla direttrice dei lavori Lucia Morretti, riporta anche la motivazione ufficiale: «L’irrealizzabilità del sistema delle due fontane è dovuta al rinvenimento di reperti», cioè «circostanze impreviste e imprevedibili».
CAMBIANO I COSTI Ma se questo è il perché ufficiale, c’è anche una versione ufficiosa che circola in Comune: il progetto cambiato alleggerisce i costi dei lavori per compensare l’importo delle perizie archeologiche. Il finanziamento concesso con il decreto periferie dal governo Gentiloni nel 2017 ammonta a 1,5 milioni: con un ribasso d’asta superiore al 28%, tra 138 imprese in gara, i lavori sono stati aggiudicati alla ditta Giulisa di Afragola per 856.512,61 euro. Adesso, il costo dei lavori passa a 716.432,39 euro, compresi circa 30mila euro per gli oneri della sicurezza: 60mila in meno.
LUCI “SPENTE” Il piano iniziale, redatto dagli architetti Gianfranco Scatigna e Maria Cicchitti, prevedeva una prima fontana tra le due scalinate della chiesa con salti d’acqua lungo tre scalini per finire in una vasca e poi un sistema di almeno 10 zampilli da terra nello spazio davanti all’ingresso del tribunale, proprio dove sono stati ritrovati i primi resti con un’antica cisterna romana. Con la variante cambia anche l’illuminazione, un altro tratto caratteristico della nuova piazza San Giustino con fari a terra e fasci di luci a led proiettati sulle mura della cattedrale: potrebbero restare i due lampioni agli ingressi dell’edificio ma «senza le componenti legate alle due fontane e senza lucette segnapasso». Prevista anche una «modifica» dell’isola verde con alberi di acero rosso, aiuole e pavimentazione in acciottolato.
PARCHEGGI SFRATTATI Dopo la perizia di variante resta così un progetto base con pavimento in pietra bianca del Molise, giardino e panchine con gli stessi progettisti, Scatigna e Cicchitti, chiamati a controllare in qualità di direttore operativo, ispettore di cantiere e coordinatore della sicurezza (incarichi da 44mila euro). «La perizia», dice la delibera di Ferrara, «senza aumento di costi sul finanziamento concesso consentono miglioramenti sulla funzionalità dell’intervento stesso senza alterare l’impostazione originaria e la natura del contratto». Sui reperti non c’è ancora certezza ma potrebbero essere ricoperti ancora. Resta il principio cardine della sparizione dei parcheggi: piazza San Giustino non sarà più ridotta a un parcheggio a pagamento tra la cattedrale, il tribunale, palazzo d’Achille e palazzo Mezzanotte. I lavori, avviati dall’amministrazione uscente Di Primio a ridosso delle elezioni comunali del 20 e 21 settembre dell’anno scorso, dovrebbero andare avanti almeno per un altro anno.

