Nuova ricerca sulle ceramiche di Palena

5 Novembre 2019

PALENA . Nuovi sviluppi e ricerche per le ceramiche di Palena paese nel quale alcune botteghe, nel passato, hanno realizzato piatti, boccali, ciotole, vasi, il corredo che ogni donna portava con sé...

PALENA . Nuovi sviluppi e ricerche per le ceramiche di Palena paese nel quale alcune botteghe, nel passato, hanno realizzato piatti, boccali, ciotole, vasi, il corredo che ogni donna portava con sé in dote quando si sposva. Oggetti utili ma anche belli decorati con fiori, uccellini, lettere o motivi geometrici.
La nuova ricerca parte da un “butto” del castello. I butti erano delle cavità naturali o artificiali vicino alle abitazioni costruite nel Medioevo e sino al Rinascimento che servivano per lo sversamento di rifiuti e deiezioni umane e di animali. Nel butto del castello di Palena è stata trovata una quantità rilevante di cocci ceramici e la cosa non è passata inosservata a Francesca Larcinese, laureata in Conservazione dei beni culturali e specializzanda in Beni storico-artistici all’università di Macerata, che proprio su questo materiale sta elaborando la tesi di specializzazione con la professoressa Patrizia Dragoni. In base alle ceramiche trovate nel “butto” del castello adesso si può affermare che già nel Settecento fossero attive nel borgo alcune botteghe. Larcinese però non si è fermata allo studio fine a se stesso ma ha coinvolto le scuole per effettuare un censimento. «Grazie alla dirigente scolastica, Irene Frida Bizzarri, dell’istituto comprensivo di Torricella Peligna», dice la studiosa, «gli studenti di Palena hanno ricevuto un questionario, da riportare a casa, utile per fare una stima del livello di conoscenza della manifattura della ceramica di Palena e la disponibilità a iniziative di sensibilizzazione sul tema».
Non vi è casa palenese in cui non siano esposte in bella vista sui camini, nelle credenze, sulle mensole le ceramiche a fioracci, con uccellini, con scene pastorali o bucoliche realizzate dai Pulsinelli, d’Emilio, Paterra, Taraborrelli o dai Como. «Piccole collezioni private che testimoniano l’attaccamento della comunità a questa lavorazione. Auspico», conclude Larcinese, «che ci sia anche un risvolto pratico con l’allestimento di un museo della ceramica palenese, da collocare nello stesso castello ducale, in cui si trova l’apprezzato museo Geopaleontologico».
Matteo Del Nobile
©RIPRODUZIONE RISERVATA .