Nuova tassa, il Pd attacca: la Regione fermi le cartelle

Tutti contro il contributo agricolo richiesto alle imprese dal Consorzio di bonifica Menna: impossibile che sulle aziende in crisi piovano gabelle per mappe del 1933
VASTO. Crisi del settore industriale e cartelle esattoriali spuntate a sorpresa, anche il Pd chiede alla Regione l’annullamento. Tutti contro la nuova tassa riscoperta dal Consorzio di Bonifica sud che ha chiesto alle imprese il pagamento di un contributo extra agricolo. E il Pd sollecita anche la sospensione delle tasse all’Arap e chiede un tavolo con l’assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo. Il sindaco di Vasto Francesco Menna annuncia battaglia: «Dopo lo scippo del Cotir non permetteremo che, attraverso il Consorzio di bonifica, la Regione prenda altri soldi al Vastese», afferma Menna. La riunione in programma il 3 ottobre al Consorzio di bonifica si preannuncia infuocata: le aziende non accettano più nessuna tassa e minacciano di trasferire gli impianti altrove. «Abbiamo letto che Febbo ha chiesto l’annullamento delle cartelle esattoriali del Consorzio di bonifica», scrivono i segretari del Pd, «concordiamo con lui ma allo stesso tempo chiediamo con forza che la giunta regionale risolva quanto prima il problema che arrecherebbe solo danno alle imprese e alle aziende già in crisi. Allo stesso tempo chiediamo a Febbo e alla giunta», prosegue la nota, «che venga rivista anche la convenzione con l’Arap e che fino a quando non ci sarà una rivisitazione della stessa ne chiediamo lo sospensione. Le imprese e le aziende non possono più sopportare l’immobilismo della Regione. L’impoverimento del territorio è evidente e le azioni messe in campo da Febbo evidentemente non bastano. Chiediamo a Febbo e alla giunta di evitare lo spopolamento delle aree industriali del Vastese e la fuga delle aziende. Occorre fare in fretta: a rischio ci sono presente e futuro del territorio».
Le nuove cartelle tirate fuori dal cilindro del Consorzio di Bonifica sud sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Anche il sindaco Menna esprime il proprio disappunto e non risparmia bacchettate alla Regione: «Mi chiedo come sia possibile», dice, «che la Regione ignori quello che fa un consorzio regionale. Se così fosse servirebbero più controlli. Non si può accettare che sulla testa degli utenti piovano nuove tasse. Il Vastese ha già pagato un prezzo altissimo quando il Cotir, ente con un bilancio più che florido, venne inghiottito dall’Arap e i soldi finirono a Pescara. Vasto non può essere chiamata in ballo solo per pagare. Non permetterò che un territorio già vessato dalle tasse venga ulteriormente colpito. Gli assessori Febbo ed Emanuele Imprudente devono pensare al bene del Vastese, non solo a nuove tasse rispolverando mappe catastali che risalgono al 1933 e che sono state da tempo superate. Dove c’erano i terreni ora ci sono aziende che pagano già abbastanza e non ricevono alcuna manutenzione».

