Nuove accuse a Di Giammarco: viaggi a Dubai, Russia e Canada

Ecco i regali ricevuti dal primario in cambio dei favori agli amici imprenditori Mosca e Pellecchia La procura: «Pilotati gli acquisti in Cardiochirurgia». Ora in 10 rischiano di finire sotto processo
CHIETI. Non solo vacanze a Cuba, in cambio dei favori fatti agli amici imprenditori, ma anche viaggi a Dubai, in Canada e in Russia. Si aggrava la posizione del pescarese Gabriele Di Giammarco, l’ex primario della Cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti finito al centro delle indagini della guardia di finanza che hanno svelato un fenomeno di «corruzione sistemica» andato avanti per anni. Nel reparto dell’ospedale Santissima Annunziata, in base all’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani, le valvole cardiache venivano comprate senza bando e a un prezzo doppio rispetto a quello di mercato e i dispositivi medici erano dissipati di proposito per fare lievitare i guadagni delle imprese fornitrici. Il magistrato ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto prodromico alla richiesta di rinvio a giudizio: oltre al professor Di Giammarco, rischiano il processo gli imprenditori Maurizio Mosca e Antonio Pellecchia (con le rispettive società), il dipendente di quest’ultimo Andrea Mancini, il medico Daniele Marinelli, il chirurgo Tomaso Bottio, l’ex direttrice amministrativa della Asl Lanciano Vasto Chieti Giulietta Capocasa e Andrea Tisselli, all’epoca dei fatti dirigente dell’Unità operativa governo dei contratti di servizi e forniture della stessa azienda sanitaria.
I VIAGGI Gli accertamenti delle fiamme gialle, guidate dal colonnello Serafino Fiore e dal capitano Giuseppe Laganà, hanno portato alla luce ulteriori «utilità» ricevute da Di Giammarco per aver compiuto «una serie di atti contrari ai propri doveri d’ufficio». In altre parole: il primario, secondo l’accusa, ha indotto l’azienda a fare acquisti «illegittimi, in quanto operati per il soddisfacimento di interessi privati in contrasto con quelli pubblici e comunque assunti senza operare alcuna valutazione, in un contesto di corruzione sistemica frutto di un accordo radicato nel tempo». Le nuove «tangenti» di cui avrebbe beneficiato Di Giammarco sono un soggiorno in un hotel di Vancouver (1.470 euro), tre programmi per il suo pc (2.208 euro), quattro biglietti aerei per Dubai, Montreal, Cuba e Fiumicino (da Pescara) e il visto di ingresso in Russia per un totale di 13.496 euro. Tutto ciò si aggiunge all’arredo del proprio studio all’interno della palazzina del policlinico di Chieti corpo M, per un importo di 27.084 euro; alla pavimentazione e la creazione di un bagno privato, nello stesso edificio, con la fornitura di circa 200 metri quadri di parquet e i lavori di posa in opera, per un costo di 14.286 euro; una valigia in pelle marca Wenger, modello pilota, del valore approssimativo di 350 euro; un soggiorno a Lisbona di quattro giorni comprensivo di biglietto aereo e spese in loco.
IL POSTO BARCA Non solo: gli investigatori contestano anche una serie di cene in costosi ristoranti di Pescara, San Benedetto del Tronto e Teramo, la riparazione gratis del motore della sua imbarcazione e la disponibilità diretta di un posteggio all’interno del porto turistico di Pescara per la sua barca denominata “Musichiere” per il quale Di Giammarco, «tramite l’intercessione del padre di Andrea Mancini, corrispondeva solo le spese vive per utenze (acqua ed energia elettrica) e condominiali».
OMICIDIO COLPOSO Dall’inchiesta emerge anche la morte di un 59enne di Atri sul quale, nel 2019, fu eseguito all’ospedale di Chieti un intervento di impianto di assistenza ventricolare sinistra della tipologia Heart Mate 3, ovvero un cuore artificiale, apparecchio costato 95mila euro. Secondo l’accusa, l’intervento fu svolto da Di Giammarco e Bottio nonostante l’erronea valutazione del tipo di intervento da eseguire e senza inviarlo a un centro trapianti per una valutazione. Ai due medici è contestato l’omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente.
LA DIFESA Adesso gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti e chiedere alla procura di essere interrogati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

