Nuove assunzioni e investimenti Caputi: «L’ateneo è in crescita»

23 Febbraio 2023

Il bilancio di fine mandato tra pandemia, didattica a distanza, nuovi corsi di laurea e sostenibilità Il 28 febbraio è in programma la prima votazione telematica per l’elezione del nuovo rettore

CHIETI. L’università d’Annunzio celebrerà ufficialmente l’inaugurazione dell’anno accademico 2022/2023 il 28 febbraio prossimo, alle ore 16, nell’auditorium del rettorato. Per Sergio Caputi sarà l’ultima volta, in veste di rettore, a dichiarare aperto l’anno accademico. Il suo mandato, iniziato a giugno 2017, si conclude infatti il prossimo 6 giugno. Nella stessa giornata del 28, per via telematica, si terrà la prima votazione per eleggere il suo successore.
Rettore Caputi come giudica questi anni alla guida della d’Annunzio?
«Sono stati anni belli, intensi ma anche difficili. Anni in cui abbiamo dovuto affrontare emergenze che l’università non aveva mai incontrato nella sua storia. Penso alla pandemia Covid e anche alla successiva crisi energetica. Anni cominciati in salita, avendo dovuto affrontare e risolvere i tanti contenziosi che ci siamo trovati davanti: dal Cus all’università telematica, al Villaggio del Mediterraneo e anche alla nostra Fondazione».
L’emergenza sanitaria vi ha costretto a rivedere la didattica e tanti altri aspetti della vita universitaria.
«Abbiamo sperimentato la didattica a distanza e ci siamo completamente adattati alle esigenze del difficile momento attraversato. Ma, nonostante tutto, l’università non si è mai fermata. Tanto è vero che abbiamo anche attivato 16 nuovi corsi di laurea, in maniera da poter essere il più vicino possibile alle esigenze del mercato del lavoro. E abbiamo sempre chiuso in attivo i nostri bilanci».
E sul piano delle assunzioni quale bilancio si può trarre?
«Abbiamo fatto sinora circa 500 concorsi e altri 50 li faremo fino alla fine del mio mandato. Abbiamo rivisto l’intera macchina amministrativa, rifacendo una nuova pianta organica. Dal 2017 a oggi le nuove assunzioni del personale amministrativo, tecnico e Cel - collaboratori ed esperti linguistici - comprese le progressioni di carriera ammontano a 95. Inoltre, insieme al Cineca, società del ministero, abbiamo creato una società in house che ha assunto circa 160 addetti, più i 40 della cooperativa Leonardo che abbiamo mantenuto per i servizi che il Cineca non poteva offrire».
Per quanto riguarda gli investimenti?
«Abbiamo costituito un ufficio progetti grazie al quale siamo riusciti ad attrarre molte risorse economiche. Tra gli interventi principali ricordo gli oltre 6 milioni spesi sul campus pescarese di viale Pindaro, la nuova palazzina che stiamo realizzando nel campus teatino, siamo stati inoltre ammessi al finanziamento, per 18 milioni e mezzo di euro, per realizzare il centro universitario all’ex Cofa, abbiamo acquistato a Chieti il palazzetto dei Veneziani, dove stiamo spostando alcune strutture della nostra università telematica, infine abbiamo acquisito la Stella Maris a Montesilvano, dove realizzeremo un centro con laboratori di ricerca».
Com’è visto a livello internazionale l’ateneo al termine del suo mandato?
«Credo molto bene. E lo conferma il fatto che stiamo scalando le classifiche internazionali. Per Medicina siamo da poco entrati da i primi 500 programmi di studi universitari al mondo. Per la prima volta, cioè, siamo entrati nella graduatoria Qs world university rankings by subject 2022, con altri 30 atenei italiani, e noi siamo l’unica università abruzzese che ne fa parte. Fra i 31 atenei italiani presenti nella classifica Qs per Medicina, la d’Annunzio è al 23esimo posto».
Vi siete anche mossi sul piano della sostenibilità.
«Siamo entrati nella rete delle università sostenibili e siamo diventati i coordinatori della rete per il Sud Italia. Sul settore della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente ci siamo spesi molto e abbiamo raccolto importanti risultati».
E per la cosiddetta terza missione come vi siete mossi?
«Abbiamo dato un importante impulso sul piano della terza missione soprattutto con le nostre strutture come l’Itab, la clinica odontoiatrica e il Cast, tutte strutture d’eccellenza che abbiamo messo a servizio del territorio, come si è visto in occasione dell’emergenza Covid, con il laboratorio per sequenziare i tamponi».
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