Nuove chiusure idriche in città: aumentano disagi e polemiche

Bloccata l’erogazione in quasi tutto il territorio comunale nella notte, l’avviso solo poco prima Il sindaco fa ritardare di un’ora e mezza l’interruzione, ma divampa la protesta della minoranza
CHIETI. Ancora rubinetti a secco in città. L’emergenza idrica si allarga e l’Aca chiude improvvisamente i rubinetti su quasi tutto il territorio comunale per tutta la notte appena trascorsa.
L’interruzione idrica è partita alle 23.30, l’Aca l’ha comunicata solo poche ore prime, assicurando che alle 6 di questa mattina l’acqua sarebbe tornata nelle case dei teatini. Tutto questo mentre erano già programmate una serie di interruzioni idriche notturne sino a domenica, ma solo allo Scalo, che interessano, secondo le stime Aca, 10mila residenti. La chiusura di questa notte, invece, ha visto interessati 37mila residenti: a partire dal centro storico, per continuare con il Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone.
Considerato, dunque, che i 10mila residenti dello Scalo erano già senz'acqua, sono complessivamente 47mila i residenti che in questi giorni sono stati alle prese con i disagi. Alle chiusure notturne si aggiungono poi i problemi della bassa pressione idrica che fa sì che alcune palazzine scaline, dal terzo piano in su, vedono uscire dai loro rubinetti poco più di un filo d’acqua, che si riduce mano a mano che si sale di piano. Ieri mattina una mini-delegazione di residenti in viale Croce, allo Scalo, ha incontrato il responsabile degli uffici Aca di Chieti, Emidio Di Nardo. «Siamo riusciti ad avere questo appuntamento», riferisce Dario Gentile, «grazie al fatto che il giorno prima siamo andati direttamente a Pescara, nella sede centrale dell’Aca. Il responsabile degli uffici teatini si è impegnato a fare un sopralluogo nella nostra palazzina nel corso della prossima settimana. Lo aspettiamo».
Intanto dal Comune parlano il sindaco Diego Ferrara, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e gli assessori Stefano Rispoli e Chiara Zappalorto, alle prese anche con la contestazione politica della minoranza, e in particolare del capogruppo di Chieti Viva, Giampiero Riccardo, che ha duramente attaccato la maggioranza, definendo un «flop» la politica della nuova amministrazione per risolvere il problema della carenza idrica. Gli amministratori comunali, non appena venuti a conoscenza della problematica, sono intervenuti per far slittare di un’ora e mezzo la chiusura, che sarebbe dovuta iniziare alle 22 e invece è partita alle 23.30. «La chiusura del flusso alle 22 e su tutto il territorio cittadino avrebbe creato ingenti problemi», dicono gli amministratori comunali, «sia alle attività commerciali che si occupano di ristorazione, sia alle famiglie, soprattutto sul fronte igienico sanitario. Per questo, d’accordo con l’assessore al commercio Manuel Pantalone, abbiamo chiesto uno slittamento della chiusura dell’erogazione. C’è un problema di sicurezza, perché entrambe queste categorie a quell’ora devono continuare ad assicurare i protocolli Covid e diventa piuttosto complicato dover provvedere se viene a mancare l’elemento essenziale per l’igienizzazione. Un confronto resta necessario per poter calibrare meglio le chiusure e stabilire una modalità che sia la migliore e più inclusiva possibile, visto che l’estate è appena cominciata e i problemi si sono già riproposti da giorni, soprattutto per quanto riguarda la parte bassa della città e visto, infine, che le azioni risolutive dei problemi che ha la nostra rete sono ancora da venire ma non devono restare inaffrontati».
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