Nuovo giudice nel tribunale da salvare

Il 10 maggio l’insediamento di Silvia Lubrano, originaria di Isernia: prende il posto della Salusti, trasferita a Bologna
VASTO. Cerimonia di insediamento il prossimo 10 maggio a Vasto, in tribunale, del nuovo giudice Silvia Lubrano. Originaria di Isernia, il magistrato ha svolto il tirocinio al tribunale di Roma. Con l’arrivo della Lubrano i giudici in servizio a Vasto salgono a sette.
Oltre al presidente Bruno Giangiacomo, attualmente sono in servizio Fabrizio Pasquale, Stefania Izzi, Anna Rosa Capuozzo, Italo Radoccia e Prisca Picalarga, quest’ultima arrivata a novembre. Lubrano prende il posto di Caterina Salusti, trasferita a Bologna. A questo punto sia il tribunale e sia la procura hanno gli organici al completo. I magistrati in Procura sono tre: il procuratore capo Giampiero Di Florio e i sostituti Gabriella De Lucia e Michele Pecoraro.
L’organico del presidio si rinforza ma non basta per scongiurare la paventata chiusura del tribunale prevista per il 2020.
«È una sorta di accanimento terapeutico. L’idea di ciò che accadrà in considerazione della delicata situazione di questo territorio mi preoccupa molto», ha dichiarato in occasione dell’insediamento del pm Pecoraro, il procuratore capo, Giampiero Di Florio.
Le amministrazioni comunali di Vasto e Lanciano stanno lavorando per unire le forze e far restare i rispettivi tribunali in vita. A maggior ragione visto il sensibile aumento di cause civili che il tribunale istoniense ha registrato, oltre alla delicatezza di molte cause penali.
«La scelta sulla sopravvivenza di questo presidio spetta ad altri. Noi possiamo fare solo il nostro dovere», ha dichiarato il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo. Il presidente non ha usato tanti giri di parole. «Il problema deve affrontarlo la politica nazionale e locale, in sinergia. Se si vuole evitare la soppressione di questo presidio, è la politica che deve fornire soluzioni. Certo il periodo è molto delicato. La situazione è incerta. Non abbiamo ancora un governo nazionale e quello regionale è in stand by con il presidente Luciano D’Alfonso che dovrebbe andare a Roma. La politica in formazione non aiuta», ha detto il presidente del tribunale.
Lasciare 130 chilometri di litorale adriatico fino a Foggia senza una Procura non è tuttavia pensabile. Non è solo un discorso numerico, ma anche di criminalità. C’è una criminalità con cui i giudici vastesi combattono tutti i giorni: la criminalità foggiana.
«L’accorpamento dei tribunali di Vasto e Lanciano, ritengo possa essere una soluzione», ha detto Giangiacomo.
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