Nuovo ospedale Renzetti Marongiu: solo ritardi e il progetto così non va

Il consigliere riaccende i riflettori sul presidio atteso da oltre 20 anni «Folle demolire i padiglioni e ricostruirli mentre si continua a lavorare»
LANCIANO. «Sul nuovo ospedale la giunta Marsilio ha accumulato 4 anni di ritardi; il progetto poi rivisto dal manager Asl Thomas Schael paralizzerà il Renzetti, già in crisi per carenza di personale e di primari». È il consigliere comunale Leo Marongiu a riaccendere i riflettori sull’ospedale, sui lavori per il nuovo presidio atteso da oltre 20 anni, sulle mancate risposte di Regione e Asl sul fronte del personale e su quella che definisce «indifferenza della giunta Paolini» ai problemi che gli utenti affrontano ogni giorno, come spostarsi anche per semplici esami in altri centri. «Servono certezze per il Renzetti», incalza Marongiu, «a partire dal Punto nascite che perde numeri e vede i lavori di ristrutturazione per il rilancio atteso procedere a rilento».
NUOVO OSPEDALE«È una non notizia la risposta positiva del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici del ministero per la costruzione dei nuovi ospedali, tra cui quello di Lanciano», attacca Marongiu, «già nel 2017 il Niv diede parere favorevole. Piuttosto la giunta Marsilio decidendo di rimodulare il progetto, ha accumulato anni di ritardo. In ogni caso, fino a quando non saranno approvati gli atti di programmazione sanitaria non ci saranno investimenti per migliorare i servizi per la salute, compresi i nuovi ospedali». Per Marongiu quindi non c’è da gioire, come fatto dal sindaco Paolini, per il via libera del Niv, anzi c’è da tenere gli occhi aperti perché il nuovo progetto di Schael, potrebbe paralizzare l’ospedale. «Il piano di Schael e avallato dal sindaco Paolini nel silenzio degli alleati, ossia di ricostruire un pezzo del nuovo ospedale dove ora sono le degenze del vecchio e non nello spazio vuoto disponibile, rischia per anni di paralizzare l'attività del Renzetti», sostiene il consigliere. «Su questo punto, assieme all’ex sindaco Mario Pupillo, avemmo un confronto acceso con il manager Asl prima delle elezioni 2021, manifestando forti critiche. Il “nostro” progetto che vedeva sorgere il nuovo presidio dove oggi ci sono obitorio e parcheggio non avrebbe intaccato le attività, invece il “cuci e scuci” di Schael prevede che la palazzina centrale di ginecologia, radiologia e pronto soccorso resti in piedi, mentre le strutture dal laboratorio analisi/chiesa all'obitorio saranno abbattute per far posto al nuovo corpo di fabbrica mentre il resto dell’ospedale continua a lavorare: è follia, si rischia la paralisi delle attività o il trasloco».
PUNTO NASCITE«Ma non è l'unico rischio che corriamo al Renzetti in prospettiva: anche quest’anno abbiamo numeri molto bassi per le nuove nascite, i lavori nel reparto procedono con difficoltà e c'è carenza personale nelle varie unità e nella maternità», riprende il consigliere. Ad oggi infatti ci sono poco più di 320 nuovi nati, sotto la soglia di 500 per il terzo anno consecutivo (452 parti nel 2021 e 441 nel 2020, mentre furono 506 nel 2019). «Certo, il calo demografico generale incide», riflette Marongiu, «ma è urgente dare stabilità al Punto nascite del Renzetti, accelerare i lavori e le procedure per il nuovo primario, pur sottolineando il gran lavoro del dottor Eugenio Esposito, e per la titolarità di pediatria per dare servizi importanti e che mancano come il partoanalgesia: se la giunta Marsilio non vuole bluffare sui servizi da potenziare al Renzetti, bisogna dare risposte entro fine anno».
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