Nuovo reattore del gruppo Tosto per conquistare il mercato cinese

Maxi apparecchio da 28 metri per 500 tonnellate costruito nella sede teatina e portato a Ravenna Nel 2020 fatturato a 180 milioni di euro. E adesso l’azienda punta a oriente per crescere ancora
CHIETI. Un reattore alto circa 28 metri per 7 metri di diametro e 500 tonnellate di peso. Con questo maxi apparecchio, la Water Tosto guarda a oriente e si candida a potenziale partner per l’industria del settore cinese. «Per il prossimo triennio», recita una nota dell’azienda, «si prevedono un consolidamento del giro d’affari e ulteriori successi commerciali». E in questo crescendo c’è la rincorsa da Chieti alla Cina.
FATTURATO RECORD Il gruppo Tosto – circa 1.200 dipendenti con sei stabilimenti in Abruzzo e altre tre sedi a Mantova, Bucarest in Ungheria e Oltenita in Romania – è leader nella produzione di apparecchiature critiche per il settore oil, gas, petrolchimico, energia e grandi progetti di ricerca (big science): quest’anno ha superato ogni previsione e ha chiuso il 2020 con un fatturato di gruppo di 180 milioni di euro e un margine operativo lordo – l’indice Ebitda che misura la redditività di un’impresa – superiore al 15%. Gli investimenti del gruppo Tosto superano i 10 milioni di euro annui, inclusi ricerca e sviluppo. E grazie all’innovazione, adesso, l’azienda si apre alla conquista del mercato cinese.
CHIETI-RAVENNA L’ultimo prodotto è rappresentato da un reattore di nuova generazione realizzato per il gruppo Polynt spa. L’apparecchio, utile per la produzione di anidride maleica, è stato installato nel sito di Ravenna. L’anidride maleica è un composto organico ottenuto attraverso l’utilizzo di catalizzatori mediante processi di trasformazione del benzene e del normal-butano, entrambi derivati dal petrolio. «L’anidride maleica», dice la nota dell’azienda con sede a Chieti Scalo, «è utilizzata come materia prima per la produzione di una serie di materiali molto richiesti dal mercato: resine poliestere insature, additivi per oli lubrificanti, copolimeri per il trattamento acque, solventi, esteri, fibre sintetiche e numerosi prodotti che trovano applicazioni in settori industriali come detergenza, edilizia, elettricità ed elettronica, eolico, industria cartaria, industria chimica e nautica». Il reattore costruito dalla Walter Tosto ha caratteristiche uniche e all’avanguardia: «È l’unico al mondo in grado di raggiungere una capacità produttiva di 70mila tonnellate annue di anidride maleica, contro le 45mila dei reattori tradizionali. Per via della sua complessità tecnologica», spiega ancora l’impresa, «la realizzazione ha richiesto lo sviluppo di nuove tecniche di saldatura e specifici studi di ingegneria.
SVILUPPO TECNOLOGICO Luca Tosto, amministratore delegato della Walter Tosto spa, spiega la «funzionalità strategica» della commessa: «Con Polynt abbiamo instaurato una collaborazione industriale che ha generato valore per entrambe le aziende, le quali hanno condiviso un percorso basato sullo sviluppo tecnologico e sulla crescita delle competenze, nonché l’obiettivo di massimizzare l’efficienza energetica dell’impianto». L’apparecchio è stato spedito via chiatta dal porto di Ortona e installato all’impianto Polynt di Ravenna. Walter Tosto ha fornito un servizio chiavi in mano, gestendo tutte le fasi di realizzazione, dalla progettazione all’installazione.
PIANO PER IL FUTURO Nicola Trivulzio, direttore commerciale della Walter Tosto spa, spiega che «questi reattori, essendo in grado di produrre quantitativi elevati di prodotto, aprono nuove prospettive per l’impiego nei mega impianti (mega plant) di tutto il mondo, soprattutto in quelli presenti in Cina dove la produzione è molto elevata. Parliamo di una capacità produttiva che raggiunge le 200mila tonnellate l’anno, una quantità ottenibile facendo lavorare in serie due o tre dei nostri reattori».
LE STIME Si stima che il valore del mercato globale della produzione di anidride maleica crescerà del 4,5% l’anno, fino a raggiungere i 3,5 miliardi di dollari nel 2024. Nel 2019 il valore di mercato era di 2,8 miliardi di dollari. Una grossa fetta di mercato sarà assorbita dall’area Asia Pacifica (Apac), con la Cina uno dei maggiori paesi produttori mondiali.

