Oasi: il porto snodo merci per i traffici marittimi

Vasto. Progetto dell’associazione degli operatori di Punta Penna se passa la Zes «Opportunità non solo per le nuove imprese ma anche per i movimenti turistici»
VASTO. La realizzazione di un “hub portuale”, uno snodo per le merci sul quale far convergere o dal quale far partire diverse linee di traffico commerciale. Una piattaforma che diventi fulcro dei traffici marittimi per il rilancio dell’occupazione nel Vastese. È il progetto elaborato dagli operatori dell’associazione Oasi. Un progetto che ha nel riconoscimento della Zona economica speciale (Zes), il cardine sul quale costruire il futuro. «La Zes», spiegano gli operatori al termine di un summit, «per il porto di Vasto, rappresenta un elemento fondamentale. La Zes è una grande opportunità per il territorio, per le aziende e lo sviluppo occupazionale, ma rappresenta anche un impegno che va portato a termine, attirando nuovi investimenti».
L’associazione Oasi stigmatizza l’atteggiamento di chi ha indicato nella cartografia approvata qualche giorno fa, solo aree sottoposte a vincolo archeologico o idrogeologico e terreni impraticabili per l’ubicazione di opifici, lotti troppo lontani tra loro o, addirittura, di piccole dimensioni, magari in zone non urbanizzate. Oasi torna a chiedere di partecipare all’elaborazione della Zes. «È ruolo dell’amministrazione comunale», annotano gli operatori, «facilitare e coordinare il funzionamento delle istituzioni in maniera propositiva, nell’esclusivo interesse generale della popolazione, aggregando e non dividendo. La Zes, in base ai piani previsionali, non porterà solo nuove imprese, ma anche opportunità nel traffico passeggeri in ambito turistico. Proprio per questo abbiamo già manifestato il nostro pensiero sulla perimetrazione che non deve andare verso il gigantismo, ma deve puntare alla funzionalità delle aree, pensando a uno snodo portuale, pronto a dare risposte su vari fronti. La Zes non è una minaccia per la Riserva di Punta Aderci, è un processo da gestire con lungimiranza».
Gli imprenditori rivolgono un appello alla nuova giunta regionale affinché torni, da subito, sulle decisioni prese e stabilisca una programmazione rispondente ai reali bisogni degli operatori economici. «Ribadiamo», dice l’associazione, «che Punta Penna è la dimostrazione, concreta, di come le aziende e la natura possano convivere. Lo scenario naturalistico dell’area si è delineato, in questi 40 anni, alla presenza delle aziende. La riprova ne è proprio lo stesso uccello fratino. Se ha deciso di nidificare qui, evidentemente il tessuto produttivo non ha nulla di inquietante o di minaccioso. Stesso discorso vale per la vegetazione spontanea che caratterizza le dune marine o le altre molteplici specie di animali che trovano, in questa area, il loro naturale ecosistema di dimora». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

