Oggi, 23 anni fa gli arresti: lo ricorda solo Chieti 3 febbraio

2 Febbraio 2016

CHIETI. Un manifesto, affisso in città, per ricordare l’importanza dei valori fondanti della Costituzione e l’esigenza dello sviluppo di una coscienza civica nella società a ventitré anni esatti...

CHIETI. Un manifesto, affisso in città, per ricordare l’importanza dei valori fondanti della Costituzione e l’esigenza dello sviluppo di una coscienza civica nella società a ventitré anni esatti alla Tangentopoli teatina che spazzò via la giunta comunale capeggiata dal sindaco Buracchio. L’iniziativa porta la firma ell’associazione “Chieti nuova 3 febbraio” che ha voluto ricordare alla cittadinanza l’impegno ideologico profuso all’indomani dell’arresto, il 2 febbraio del 1993, di gran parte di quella giunta targata Dc.

Oggi, come allora, l’associazione vuole combattere ogni tipo di rassegnazione tra la popolazione e sistemi improntati a favoritismi e clientelismi. Da qui l’importanza della memoria verso un periodo storico che ha segnato profondamente il corso dell’antica Teate finita, con la sua Tangentopoli, alla ribalta nazionale.

«In quegli anni- ricorda Maria Rosaria Grazioso - c’era una forte tensione ideologica in città. Noi costituimmo un comitato e raccogliemmo ben 12 mila firme per sciogliere quel consiglio comunale e indire nuove elezioni come puntualmente avvenne». Malgrado sia trascorso oltre un ventennio l’impegno di Chieti nuova 3 febbraio, un nome che porta al suo interno l’augurio di un giorno nuovo, non è cambiato. E’ cresciuto intorno ai capisaldi di sempre, a partire dalla diffusione di una coscienza civica. Il tutto, come si legge nel manifesto affisso in città, “per superare, senza dimenticare, le ragioni che hanno portato ai gravi fatti del 2 febbraio 1993”. (j.o.)