Oggi l’ultimo abbraccio a Bomba «Sempre al fianco dei bisognosi»

In Cattedrale i funerali dello storico difensore dei malati, centinaia di attestati di stima e cordoglio L’ex sindaco Pupillo: «Era una forza della natura». Il Pd: «Un combattente per i diritti dei fragili»
LANCIANO. È il giorno dell’ultimo abbraccio a Giulio Bomba, 75 anni, fondatore e presidente dell’Ared (Associazione regione Abruzzo emodializzati dialisi e trapianto), ex componente Aned, noto per le sue battaglie in difesa dei malati, per l’impegno nell’ambito della diocesi frentana e nel sociale. Bomba si è spento martedì mattina nell’ospedale di Chieti dove era ricoverato da alcuni giorni a causa del Covid. Il funerale sarà celebrato oggi alle 16 nella Cattedrale della Madonna del Ponte. La chiesa della patrona della città, a cui era legatissimo: nel 2005, quando era impegnato nella diocesi accanto all’arcivescovo Carlo Ghidelli, ebbe l’idea di portare in processione la statua della Madonna del Ponte nelle chiese della diocesi. Una delle tante idee di una persona dalla grande bontà d’animo, innamorato della sua città, del suo rione, la Sacca, ma soprattutto legato ai malati.
Emigrato a Milano per lavoro, è tornato nella sua Lanciano dopo aver conosciuto la malattia, la sofferenza ma anche la gioia di essere tornato alla vita grazie a un trapianto di rene. E quella rinascita è coincisa con la lotta per i malati e l’ospedale Renzetti: «Si lotta da sani per i malati», ripeteva Bomba. Che numeri alla mano, a volte alzando la voce e battendo i pugni sui tavoli di assessori e dirigenti Asl, si presentava per chiedere esami più veloci per i malati, cure e attenzioni: «La sanità non ha colore politico. L’unico colore è il bianco delle lenzuola degli ospedali», diceva. E anche grazie a lui è nata la Cittadella del Volontariato in ospedale; sono migliorati alcuni percorsi di cura. Il suo cruccio? Non aver visto la nefrologia del Renzetti con alcuni posti letto.
Centinaia gli attestati di stima, e ne sarebbe stato contento, e il cordoglio per l’amatissima moglie Adriana, la figlia, i nipoti. Dagli amici, i tanti malati che ha aiutato, dall’arciconfraternita San Filippo Neri di cui faceva parte, dall’amministrazione attuale, dal sindaco amico Filippo Paolini, alla minoranza, all’ex sindaco Mario Pupillo, che ha “stuzzicato” come politico e come medico. «Giulio era un uomo determinato, tenace, sanguigno, con un grande senso civico e morale», dice Pupillo, «rivendicava e denunciava le carenze assistenziali per difendere le necessità dei pazienti. Era la loro voce senza nessun timore reverenziale verso i politici ed amministratori. Giulio era una forza della natura che, anche nei momenti difficili della sua vita, si è sempre messo a disposizione dei bisognosi e dei più fragili, per ottenere dignità e risorse».
Impegno, determinazione e altruismo riconosciuti da tutti: «La nostra Lanciano perde un amico sincero, un combattente per i diritti dei fragili, un uomo buono che ha contribuito ad alleviare i problemi di salute di tanti», ricorda il Pd. «Era il primo a salutare, aveva sempre qualcosa da raccontare, dopo essersi informato se tutto andava bene», ricordano altri.

