Oltre cento contagiati nella casa di riposo

Maxi focolaio agli Istituti riuniti San Giovanni Battista, ma ricoverati e dipendenti stanno bene
CHIETI . Allarme rientrato per il focolaio Covid agli Istituti riuniti San Giovanni Battista. Il primo febbraio ci sono stati i primi sintomi tra gli assistiti. Nulla di grave, solo qualche raffreddore, ma il direttore sanitario Bassam El Zohbi si è subito attivato per eseguire i tamponi rapidi agli ospiti della struttura e i sospetti sono diventati presto realtà.
I pazienti sono stati immediatamente isolati e sono stati ordinati tamponi molecolari per tutti, dipendenti e ospiti: 85 ricoverati su 96 sono risultati positivi, oltre a una ventina di dipendenti della struttura che fa capo alla Asp (Azienda servizi alla persona) presieduta da Sandra De Thomasis. Dopo due settimane, 60 ricoverati sono già negativi. Le ex case di riposo danno assistenza a persone anziane, persone con problemi di handicap e inabili.
«Per fortuna», dice El Zhobi, «al di là di qualche raffreddore, la maggior parte dei pazienti è asintomatica. Tutti, sia ospiti che i dipendenti, sono vaccinati con la terza dose». Gli istituti riuniti di assistenza nelle prime ondate Covid non hanno avuto neanche un caso.
Nelle precedenti ondate, però, la struttura è rimasta blindata: niente più visite di familiari e nessun contatto con l’esterno. Questa volta, invece, le norme permettevano le visite dei parenti, sebbene con dei limiti rispetto all’epoca pre-Covid. Adesso si attende il nuovo giro di tamponi previsto per domani, sperando che anche gli ultimi 25 pazienti dell’ex Ipab ancora positivi, si siano negativizzati. (a.i.)
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