Operai senza bus alla fine del turno, Fiom chiede incontro a Regione

17 Febbraio 2017

ATESSA. Chiedono un incontro urgente alla Regione le rsa (rappresentanze sindacali aziendali) della Fiom Cgil per discutere il disagio che affligge da tempo i lavoratori pendolari della Sevel. L’ultim...

ATESSA. Chiedono un incontro urgente alla Regione le rsa (rappresentanze sindacali aziendali) della Fiom Cgil per discutere il disagio che affligge da tempo i lavoratori pendolari della Sevel. L’ultimo di una serie di disservizi che va avanti da mesi, così come raccontano i rappresentanti sindacali, si è verificato sabato scorso (11 febbraio) alle 13,45, alla fine del primo turno di straordinario, quando una sessantina di lavoratori pendolari non ha trovato gli autobus che li avrebbe dovuti riportare ai loro luoghi di provenienza, rispettivamente sulle linee di Torricella Peligna, Colledimacine e Orsogna, in concessione alla società regionale dei trasporti Tua. Un grave disagio che si aggiunge a tutta una serie di pesanti disservizi che rendono estremamente difficile il tragitto casa lavoro per chi non può utilizzare il mezzo proprio. La Fiom cita impianti di riscaldamento non sempre funzionanti, bus con gravi carenze di manutenzione e perfino nuovi autisti che sarebbero stati inseriti al lavoro senza il necessario affiancamento e che per questo sulle strade, spesso impervie delle zone montane, trovano molte difficoltà che si riversano di conseguenza sui lavoratori, attraverso ritardi nel raggiungere il posto di lavoro o nel tornare a casa. I pendolari che lavorano sulle catene di montaggio della Sevel, lo stabilimento del Ducato Fiat che impiega oltre 6.500 dipendenti, costituiscono un numero importante di addetti. Secondo dati aziendali, inoltre,il 50% dei pendolari ha un raggio di strada entro i 30 minuti, mentre il 44% dai 30 ai 60 minuti. In passato anche i pendolari che arrivano dal Molise hanno avuto delle rimostranze nei confronti del servizio offerto dall’Atm Molise. (d.d.l.)