Operai Sevel: nei bus sedili rotti e si gela

SAN SALVO. Le proteste degli operai Sevel di Carunchio e Palmoli non si fermano. In questi giorni alcuni pendolari dell’entroterra Vastese si sono lamentati per le condizioni disagiate in cui si...
SAN SALVO. Le proteste degli operai Sevel di Carunchio e Palmoli non si fermano. In questi giorni alcuni pendolari dell’entroterra Vastese si sono lamentati per le condizioni disagiate in cui si trovano i mezzi del trasporto pubblico della ditta Autoservizi Cerella. «Viaggiamo su mezzi vecchi con sedili rotti, riscaldamenti che un giorno funzionano e un giorno no e le porte che spesso non si chiudono del tutto», dicono gli operai. «Partiamo alle 4 della mattina e a quell’ora d’inverno fa molto freddo. Per raggiungere il nostro posto di lavoro dobbiamo percorrere 65 km all’andata e altrettanti al ritorno su un mezzo che non ci garantisce il riscaldamento», lamentano gli operai che pagano l’abbonamento mensile a 115 euro. Pare infatti che il nuovo autobus che la ditta di trasporti aveva predisposto per quella zona sia stato spostato e portato a Villa Santa Maria.
Sulla vicenda interviene il presidente del comitato Pro Trignina Abruzzo e Molise, Antonio Turdò. «Purtroppo questa gestione del trasporto pubblico locale è la certificazione che il decreto Burlando 422 del 18 novembre 1997 è rimasto sempre inattivato. Se i servizi di trasporto pubblico fossero affidati a gare d’appalto gestite da enti locali, la situazione sarebbe migliore. Ci chiediamo per quale motivo un bus nuovo venga perennemente spostato e destinato ad altri luoghi, creando un depauperamento dei servizi per una popolazione e un territorio da anni abbandonato».
La società Cerella precisa che il nuovo bus è stato spostato per problemi tecnici e sarà ripristinato al più presto. (s.c.)
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