Operaio licenziato Fiom sciopera due ore alla Sevel
ATESSA. È stata del 3,3% (51 operai su 1.468 presenze, compresi gli impiegati) la partecipazione alle due ore di sciopero (dalle 16,30 alle 18,30 al montaggio) indetto ieri dalla Fiom alla Sevel. L’as...
ATESSA. È stata del 3,3% (51 operai su 1.468 presenze, compresi gli impiegati) la partecipazione alle due ore di sciopero (dalle 16,30 alle 18,30 al montaggio) indetto ieri dalla Fiom alla Sevel. L’astensione dal lavoro era stata dichiarata dopo il licenziamento di un operaio. «Vi chiediamo un grande gesto di solidarietà verso questo lavoratore e verso tutti quelli che ogni giorno subiscono le angherie di quest’azienda, vi chiediamo di non sentirvi dei robot aziendali ma di far capire loro che siamo ancora esseri umani con la nostra dignità e soprattutto con la nostra voglia di solidarietà che ci ha sempre contraddistinto nei momenti difficili», così la Rsa Fiom aveva chiamato a raccolta gli operai. L’episodio è raccontato dalla stessa categoria sindacale. «Si tratta di un caso, avvenuto durante le mini ferie, di un nostro collega che si è visto recapitare, per raccomandata, il licenziamento per un lavoro male eseguito, sommandolo ai tre precedenti. Un licenziamento», sostiene la Fiom, «deciso tempo prima visto che il lavoratore è stato prima spostato di turno, per punirlo della sua partecipazione agli scioperi, e poi, una volta arrivato nel turno A, subissato di lettere di contestazione. Un abuso di potere, un atto gravissimo quello di buttar fuori un dipendente che pur lavorando in molte postazioni, con continui cambi di mansione, ha sempre svolto in maniera egregia i suoi compiti». «Il provvedimento finale», replica l’azienda, «è arrivato dopo una serie di altre contestazioni nel corso degli anni. Contestazioni motivate nell’ambito dell’organizzazione del lavoro aziendale». (m.d.n.)

