Operaio morto al porto: si indaga E Micoperi contatta l’ambasciata

L’amministratore delegato dell’azienda scosso dall’incidente: «Viviamo con l’angoscia nel cuore» Si lavora per accelerare l’arrivo in Italia dei familiari del 41enne filippino. Attesa per l’autopsia
ORTONA . La famiglia di Mark Canete Pepito potrebbe arrivare presto in Italia. O almeno è questo l’obiettivo che si è posta la Micoperi, l’azienda per cui lavorava l’operaio marittimo filippino di 41 anni rimasto vittima di un incidente mortale al porto di Ortona. «Stiamo cercando di fare il possibile», commenta Silvio Bartolotti, l’amministratore delegato del colosso dell’industria navale. «Abbiamo interessato l’ambasciata per tentare di accelerare i tempi di arrivo dei parenti della vittima, ma per ora non possiamo dire altro». Il dirigente aziendale, raggiunto telefonicamente, è apparso ancora molto provato dalla tragedia di martedì mattina: «Faccio fatica a parlarne, a noi non è mai accaduto qualcosa di simile, la stiamo vivendo tutti con l’angoscia nel cuore».
Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e ha ricevuto gli atti di indagine trasmessi dalla capitaneria di porto di Ortona e dall’ispettorato sul lavoro della Asl. L’autopsia sarà affidata al medico legale Pietro Falco, ma fino a ieri non c’era stato ancora il conferimento. L’esame, quindi, potrebbe essere rimandato alla prossima settimana. Gli accertamenti saranno utili a sciogliere alcuni dubbi sulla dinamica dell’incidente. Il 41enne caricava e scaricava una chiatta (Micourier 2), di supporto alla piattaforma Micoperi Trenta, sulla banchina di “Riva nuova”.
Durante le operazioni c’è stato un improvviso cedimento strutturale dell’imbracatura di una gru: Mark è stato travolto dalle fasce dell’enorme imbracatura e dal materiale che gli operai stavano scaricando (cavi d’acciaio). L’uomo è stato colpito con violenza fino ad essere scaraventato in mare. È morto intorno alle 11.30 della stessa mattina all’ospedale di Pescara, dove era arrivato con l’elisoccorso in condizioni critiche.
Toccherà alla procura di Chieti, che coordina le indagini, stabilire eventuali responsabilità. È in corso una serie di accertamenti per meglio chiarire i fatti, tuttavia per il momento c’è massimo riserbo sugli sviluppi. «Mark stava svolgendo delle normali operazioni di carico e scarico», ha confermato il vice presidente della Micoperi, Fabio Bartolotti, «ma stiamo ancora facendo delle indagini per chiarire la dinamica dell’incidente».
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